- Torre Mozza (0m)
- Canale di Pera
(70m)
- Torre Mozza (0m)
Comune:
Ugento
Difficoltà: Turistica
Dislivello:
+70m;
-70m
Tempo
di percorrenza: 4
ore
Cartografia:
Tavolette
I.G.M. scala 1: 25000
F° 223 IV SE Gemini.
Come
arrivare: Da
Lecce si prende la s.s. 101 per Gallipoli; quindi si prosegue sulla
s.s. 274 in direzione di Santa Maria di Leuca fino all'uscita per
la s.p. 324. Di qui si procede fino a Torre Mozza.
Ugento,
l'antica Ausentum, fu centro messapico e successivamente municipio
romano e nel suo territorio sono visibili i resti delle mura megalitiche,
che originariamente si sviluppavano per ben 9 Km, e una necropoli
messapica.
Dalle
numerose tombe venute alla luce provengono monete, vasi e iscrizioni
che sono ospitate nel locale museo archeologico, anche se il pezzo
più bello, una splendida statua di Zeus in bronzo è
ora al Museo Nazionale di Taranto.
Da Ugento passava l'antica via Salentina, che faceva
il periplo della penisola, collegando Otranto a Vereto, in prossimità
di Santa Maria di Leuca, a Taranto e che ancora oggi attraversa
il centro storico.
Sulla costa, tra Torre San Giovanni e Lido Marini,
si trovano degli ampi bacini salmastri, oggi usati per l'allevamento
ittico, e nei quali, alle spalle delle dune costiere e nel fitto
dei canneti, trovano riparo varie specie di uccelli acquatici, sia
stanziali che di passo, tra i quali gallinelle d'acqua, folaghe,
aironi bianchi e cenerini, germani reali, mestoloni, fischioni e
alzavole.
Una ricca pineta di pini d'Aleppo, frutto di un
apmio rimboschimento, si stende alle spalle delle dune costiere,
ricoperte dalla consueta macchia mediterranea, mentre gli invasi
palustri conservano la tipica flora degli ambienti salmastri: cannuccia
di palude, carice spondicola, falasco e lisca marittima.
Descrizione:
l'itinerario
ad anello parte e si conclude a Torre Mozza, una località
poco a sud di Ugento, in prossimità della strada provinciale
n° 324.
Lasciata la torre si esce dall'abitato lungo via
Benedetto Croce; raggiunto il canale Marea lo si attraversa per
poi piegare a destra, seguendolo fino a trovare la recinzione dello
stabilimento ittico, che si costeggia su una strada di campagna
sino a che si incontra un canale minore.
A questo punto si piega a sinistra, su attraversa
la strada provinciale e, sempre nella stessa direzione, si procede
verso monte, fino a intersecare la strada che porta ad Acquarica.
Piegando a destra si entra nel bosco e si procede paralleli alla
costa, traversando una pista tagliafuoco. Poco oltre si trova un
sentiero che porta a masseria Rottacapozza; oltre la masseria si
raggiunge un impianto di tiro a volo e poco dopo si imbocca un sentiero
sulla destra che sale a raggiungere il canale di Pera e un uliveto.
Da questo punto si prende a scendere verso la
costa, superando una specchia e raggiungendo una radura al limite
del bosco.
Si continua a seguire il sentiero che scende verso
l'incrocio tra la s.p. 324 e la strada per Gemini, lo si raggiunge
e si imbocca il sentiero che si trova di fronte. Ci si dirige così
per quasi 300 metri verso il mare, per poi piegare a sinistra per
altri 500 metri e di qui, voltando ancora di 90° verso destra,
si raggiunge nuovamente il canale Marea, lo si oltrepassa e costeggiando
il bacino si arriva sulle dune prospicenti la spiaggia, lungo la
quale si fa ritorno a Torre Mozza.
Percorso
consigliato da LA
RIVISTA DEL TREKKING
nel numero
"Spieciale Salento : La terra tra i due mari".
Amighetti Editore. Testi di Pino Pace. |