- Vaste (125m)
- Cave di bauxite
(125m)
- Cripta Santi
Stefani (120m)
- Vaste (100m)
Comune:
Poggiardo
Difficoltà: Turistica
Dislivello:
+25m;
-25m
Tempo
di percorrenza: 6
ore
Cartografia:
Tavolette
I.G.M. scala 1: 25000
F° 214 II SE Poggiardo
F° 214 II NE Muro Leccese
Come
arrivare: Da
Lecce si prende la S.S. 16 per Maglie; superato lo svincolo per
Maglie-Otranto, si esce al successivo per Castro-Santa Cesarea.
Superata la circonvallazione per Poggiardo, all'incrocio semaforico
si svolta a sinistra entrando a Vaste.
Poco
distante da Poggzardo è la frazione di vaste, oggi un piccolo centro,
che sorge sul luogo dell'antica Bastae, una delle più importanti
città della Japigia, citata sia da Plinio che da Tolomeo.
L'area della città era delimitata dalle mura megalitiche
che avevano uno sviluppo di oltre 3 km e di cui ancora oggi si vedono
i resti, mentre una gran parte dei blocchi della cinta muraria fu
impiegata dai contadini per costruire muri di confine e casolari,
qui detti chirupi.
In prossimità della necropoli della città, dalla quale
provengono numerosi reperti ora presso il museo provinciale Sigismondo
Castromediano di Lecce, si trova la cripta dei Santi Stefani. La
cripta, scavata nel sabbione tufaceo sovrastante il calcare detto
pietra leccese, e recentemente restaurata, è a tre navate divise
da tre pilastri per ogni lato.
Utilizzata nel secolo scorso come ricovero per gli
attrezzi agricoli e per es siccarvi le foglie di tabacco, la cripta,
interamente affrescata, mostra immagini di santi, arcangeli, della
Madonna di Costantinopoli e del Cristo. Agli originari affreschi
risalenti all'anno 1000, si sono poi sovrapposti tardivi rifacimenti
del XIV e XV secolo.
La denominazione di Santi Stefani deriverebbe dalla
doppia raffigurazione di Santo Stefano sia sul secondo pilastro
destro che sinistro.
Se il territorio di Poggiardo è notevole per l'aspetto
storico, non di meno lo è per quello ambientale.
In prossimità della Serra di Poggiardo, dalla quale
si gode. di un panorama a 180° sui paesi limitrofi, si trovano le
cave di bauxite.
Queste cave, utilizzate sino a una ventina di anni
addietro per ricavare l'alluminio, costituiscono uno dei tanti affioramenti
di terra rossa che ricoprono buona parte del territorio salentino
e che arrivano a uno spessore massimo di IS metri; all'interno di
questi giacimenti si trovano i noduli di bauxite, che presentano
un diametro variabile da qualche millimetro a pochi centimetri.
Sempre in prossimità della serra si trova l'interessante
bosco i Reali, mentre lungo la scarpata della serra, verso ovest,
si stende la grande pineta di Marirossi.
Descrizione:
da
Vaste si prende la via Santi Stefani e si raggiunge la zona archeologica
nei cui pressi è la cripta Santi Stefani.
Superata l'area archeologica in .prossimità della necropoli,
si prosegue sulla stessa strada vicinale fino a trovare l'ingresso,
caratterizzato da colonne e pini marittimi, dell'azienda faunistica
la Falca.
Di fronte al cancello si costeggia un muretto a secco
che delimita un uliveto e si giunge su una strada asfaltata, dove
si prende a sinistra e successivamente a destra, fino a uscire sulla
strada Poggiardo-Specchia Gallone, dove si piega,a destra.
Si percorre la strada per 200 metri e si imbocca quindi
la pista a sinistra che, tra gli uliveti, conduce alle cave di bauxite,
poco oltre il bosco detto i Reali. Si attraversano le cave tenendosi
a destra del primo terrapieno e puntando su un secondo terrapieno,
che si segue a destra fino a un muretto a secco.
Qui si volta a sinistra costeggiando un muretto fiancheggiato
da una siepe sino a incontrare un sentiero chela attraversa.
Si giunge così ad un bivio, dove si piega a sinistra,
per poi procedere sino all'incrocio con una carrareccia. Preso a
sinistra si costeggia un muretto che si attraversa appena possibile,
per poi proseguire fino ad una strada asfaltata. La si segue, primo
incrocio a sinistra e al successivo a destra, tenendosi al limite
tra la zona coltivata e la fascia collinare e incontrando un viot
tolo tra due muretti a secco.
Percorrendolo, tenendosi a destra, si giunge all'incrocio
con una strada asfaltata che si segue, avendo da un lato il cosiddetto
canale messapico e dall'altro le cave di tufo, fino all'incrocio
con tre stradine. Qui si prende a sinistra dirigendosi, lungo una
carrareccia, verso la pineta Marirossi.
Si segue il limite della pineta attraversando la strada
provinciale Poggiardo-Minervino e quindi una stradina perpendicolare
al percorso, per giungere su di un secondo tratturo, che si risale
a sinistra fino a trovare un sentiero sulla destra tra una fila
di guerce e ulivi.
Raggiunta un'altra stradina si intravede già il promontorio
sul quale è situata la cripta dei Santi Stefani, in prossimità del
punto di partenza.
Percorso
consigliato da LA
RIVISTA DEL TREKKING
nel numero
"Spieciale Salento : La terra tra i due mari".
Amighetti Editore. Testi di Pino Pace. |