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Le Mappe Interattive del Salento by OtrantoVACANZE.com

 Trekking: Capo D'Otranto

Indice dei percorsi

  

  • Otranto (20m)
  • Capo d'Otranto (80m)
  • Otranto (20m)

Comune: Otranto
Difficoltà:
Escursionistica
Dislivello: +60m; -60m
Tempo di percorrenza: 5 ore
Cartografia: Tavolette I.G.M. scala 1: 25000
F° 215 III NO Otranto
Come arrivare: Da Lecce si prende la s.s. 16 per Maglie; si esce per Otranto - Maglie e si prosegue fino a Otranto.

   Otranto era l'antica Hydruntum, nome derivato dal torrente Idro, che sbocca al mare in corrispondenza del porto.
   Fondata dai tarantini e poi municipalizzata dai romani, Otranto divenne un porto particolarmente importante per i collegamenti con l'Illiria e la Grecia, e per questo era considerata sede del porto terminale della via Traiana.
   Assalita nel 1480 dalla flotta saracena di Maometto II al comando di Achmed Pascià, contò alla sua capitolazione ben 800 giustiziata; i martiri di Otranto, i cui resti sono conservati all'interno della basilica cattedrale, famosa anche per il suo mosaico pavimentale, opera del prete Pantaleone, realizzato tra il 1163 e il 1166, in cui sono raffigurati numerosi episodi biblici.
   In prossimità dell'abitato esiste ancora l'antico acquedotto di Carlo Magno, che deve il suo nome alla leggenda secondo la quale l'imperatore infisse la sua spada nella roccia, facendone scaturire l'acqua. Opportunamente attrezzati e guidati, si può percorrere il canale dell'acquedotto fino alle captazioni.
   A guardia del porto c'è poi il castello eretto da Ferdinando d'Aragona nel corso del XV secolo, mentre numerose torri di avvistamento sono disposte lungo la sua costa: a nord torre S. Emiliano, a sud torre del Serpe e torre dell'Orte.
   A torre del Serpe in particolare è legata una leggenda: si narra che di notte un gigantesco serpente giungendo dal mare si arrampicasse sull'esterno della torre per bere l'olio che alimentava la fiamma del faro. Oggi torre del Serpe, di cui resta solo una sezione verticale, è, con il serpente avvolto attorno, il simbolo di Otranto.

Descrizione: di spalle al porto, si imbocca una stradina che in breve diviene sterrata e che sale a torre dell'Orte, oggi inglobata in una masseria poco a sud di torre del Serpe, dove sono ancora dei bunker costruiti durante la guerra.
   Di qui si scende fino a imboccare un sentiero che, piegando a destra, conduce a una pineta, oltre la quale c'è una cava di bauxite, oggi abbandonata, da cui si ricavava l'alluminio, e al cui fondo è un bellissimo lago verde smeraldo.
   Aggirata la cava si torna nella pineta e si prosegue poi su un sentiero a mezza costa lungo l'insenatura, dove un tempo giungeva il cavo telegrafico proveniente dall'Albania, fino a giungere al capo d'Otranto o Palascia. Il Capo, estrema punta orientale d'Italia, domina il canale d'Otranto, largo circa 70 km, e dalla sommità del faro, oggi non più in funzione perché sostituito da un nuovo impianto, si gode di un superbo panorama che, in condizioni di buona visibilità, spazia dalla costa fino ai monti dell'Albania e dell'Epiro e all'isola di Corfù.
   Dal faro, lungo un sentiero intagliato nella roccia, con due tornanti si risale sino alla strada litoranea, dove si piega a destra tornando in direzione di Otranto per circa 2 km.
   Qui si incontra un viale alberato sulla sinistra che conduce ai ruderi della chiesa di S. Nicola di Casole, fondata dai monaci basiliani nel 1099 e distrutta dai turchi nel 1480. Alle spalle della chiesa, oggi inserita in una masseria, si percorre per 700 metri un sentiero, per poi piegare a destra e tornare in circa 3 km verso Otranto, lungo la valle dell'Idro
.

Percorso consigliato da LA RIVISTA DEL TREKKING nel numero
"Spieciale Salento : La terra tra i due mari".
Amighetti Editore. Testi di Pino Pace.


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