Per
intraprendere un simile itinerario occorre preparare la propria
mente ad una visione più istintiva. Una leggenda narra che
i menhir ed i dolmen sono in grado di nascondersi agli occhi di
persone che non gradiscono, in realtà guardare i megaliti
come vecchi ruderi equivale a non vederli affatto.
Dolmen
Il termine, di origine bretone, equivale a tavola
di pietra o pietra orizzontale, deriva da dol=tavola e men=pietra.
In genere sono costituiti da un insieme di pietre che reggono una
copertura costituita da un grande blocco monolitico.
Menhir
Parola di origine bretone composta da men=pietra
ed hir=lunga, in italiano pietrafitta. Costituiti da un monolite
infisso nel terreno per almeno un terzo, nelle loro vicinanze è
spesso facile scorgere la roccia da cui furono cavati, a volte presentano
delle incisioni, oppure un foro od una copertura sulla sommità.
Specchia
Parola salentina che deriva dal latino specula-ae=altura.
Sono grandi mucchi di pietre dalla forma irregolare, alcune volte
all'interno di esse è presente un dolmen. Il loro utilizzo
era vario: sepolture, luoghi di culto, ma anche stazioni di avvistamento
per la difesa del territorio.
I
menhir sono in genere costituiti da pietre grezze, i dolmen rivelano
una capacità ed una tecnica costruttiva notevole; l'esempio
Pugliese è caratterizzato dal fatto che anche i menhir presentano
spesso un certo livello di lavorazione. Lo spoglio sistematico di
questi monumenti non ci permette di datarli correttamente e con
certezza, il periodo della loro edificazione oscilla dal 4000 al
2000 a.C., in Italia dal 4000 al 1200.Generalmente i dolmen erano
usati come sepolture, mentre alcuni menhir della Bretagna o dell'Inghilterra
erano chiaramente osservatori astronomici, la maggior parte di questi
monumenti teneva conto del sorgere e del tramonto del sole nei giorni
del solstizio d'estate e d'inverno; pensate che il dolmen Scusi,
ad esempio ha oggi un allineamento sfalsato di tre gradi, frutto
della precessione degli equinozi, ciò testimonia la precisione
e la cura con cui fu allineato.
Per
un piccolo itinerario bisogna partire da Otranto, dove è
ubicata la specchia di Storlacina e da qui andare al menhir Vicinanze
I (XII sec. a.C.) a Giurdignano; nei pressi è facile visitare
l'altro menhir, Vicinanze II (XII sec. a.C.) ed il menhir di San
Paolo. Sempre a Giurdignano è interessante vedere i dolmen
Grassi (XI sec. a.C.) ed il dolmen Paolo Niuri (XIII sec. a.C.).
Proseguendo per Giuggianello incontriamo il dolmen Stabile (XII
sec. a.C.) vicino Quattromacine, successivamente si raggiunge il
sito denominato Letto della Vecchia, imboccando una delle traverse
della strada provinciale Giuggianello-Minervino.
Dal Letto della Vecchia si può proseguire
per la grotta di S. Giovanni, o attraversando i viottoli di campagna,
percorso bellissimo ma difficile da compiere, oppure arrivarci dalla
strada provinciale Giuggianello-Palmariggi. A Muro Leccese è
facile trovare il menhir ubicato presso il santuario del S.S. Crocifisso,
a Palmariggi è altrettanto semplice vedere il menhir che
si trova a fianco il santuario di Montevergine.
Il percorso è agevole, tuttavia è
fortemente consigliato l'aiuto di una guida esperta.
Elio Paiano
eliopaiano@otrantovacanze.com
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