Punto
di partenza dell’itinerario è la Piazza antistante il Castello
di Tricase (1).
Dalla
Piazza, ci dirigiamo verso l’abitato di Tutino, e raggiunto
il centro, potremo visitare
il Castello, dove soffermarci ad ammirare le interessanti
torri difensive della cinta muraria (2), per
proseguire, successivamente, a nord-ovest, verso i Comuni di Miggiano
e Specchia.
Proseguendo
su una strada comunale tutta asfaltata, raggiungiamo la Chiesetta
della Madonna
della Pietà, edificata nel secolo XVII e XVIII (3), ancora
aperta al culto.
A
questo punto, dalla Chiesetta puntiamo in direzione della ferrovia
e, superato il passaggio
a livello, sulla sinistra, imbocchiamo una strada completamente
asfaltata.
Durante
il tragitto l’ambiente circostante è immerso nel verde dei prati
e degli uliveti e nei colori
bruciati della terra, che emana gli odori tipici della campagna.
Tenendoci
sempre sul lato sinistro, in direzione nord-ovest, giungiamo alle
porte di Lucugnano, paese di "Papa Galeazzo", tradizionale figura salentina,
dal breviario ricco di simpatiche novelle e della trattoria Iolanda, che ci attende
per gustare, nell’antico cortile, prelibate pietanze cucinate con una maestria tutta casareccia.
Pedalando
verso il centro storico, giungiamo nella centrale Piazza Comi,
dove è possibile
visitare la casa natale del poeta salentino Girolamo Comi, oggi
sede della nuova Biblioteca e del piccolo Museo dell’artigianato
locale.
Un’occhiata
al Palazzo baronale e al Castello, prima di proseguire
verso il vicino
abitato di Specchia.
Lungo
il tragitto, è obbligatoria una sosta per ammirare la bellissima
Chiesetta di S. Eufemia, di notevole valore architettonico, edificata nell’omonima
contrada.
La
Chiesetta, in stile Romanico, è stata costruita, presumibilmente,
tra il IX e il XIII secolo
e, nello spazio antistante, è già stata realizzata un’area attrezzata
per la sosta.
Non
molto lontano dalla chiesetta, circondato da ulivi e pale di fichi
d’india, ci appare un singolare
trullo conico, unico nel suo genere.
Da
questo punto, ci inoltriamo verso il paese di Specchia, e passando
a valle del suo centro storico (6), si raggiunge la S.P. Specchia -Alessano, che
si sviluppa alla base della Serra dei Cianci
(7).
Procedendo
in direzione Sud, verso Alessano, si costeggia un suggestivo
insediamento rurale
(8), abbandonato da tempo, fatto di trulli, "pagghiare"
e "furneddhi", collegati fra loro da antichi
sentieri.
Nelle
vicinanze, si può ancora ammirare la Chiesa del Crocefisso
(9) e una Masseria
con la sua torre colombaia (10).
Continuando
la nostra pedalata sulla provinciale, arriviamo ad Alessano,
dirigendoci subito nel centro storico, di notevole bellezza (11),
dove passiamo dalla Chiesa Matrice di S. Salvatore, con l’imponente campanile.
Superata
la Piazza, e in direzione sud, passeremo davanti al Cimitero,
dove riposa la salma di
Tonino Bello (12), Vescovo di Molfetta, al quale è stato
dedicato uno dei più importanti centri di accoglienza per l’ospitalità dei profughi.
Nelle
vicinanze, raggiungiamo la Chiesetta di S. Stefano, in
località Magurano (13), con testimonianze
di insediamenti rupestri, sede, altresì, di un’azienda agrituristica.
A
breve distanza, ci inoltriamo nelle campagne circostanti, fino
a raggiungere la Chiesetta di S. Barbara.(14), appartenente al XII e XIII secolo.
Tornando
indietro, si attraversa una zona di cave di tufo carparino
(15), sino a giungere nell’abitato
di Tiggiano, dove poter riposare all’ombra di un antico
bosco di lecci (16) annesso al Palazzo
Baronale, un’area già attrezzata per una breve sosta.
A
questo punto, l’itinerario prevede di dirigerci nuovamente verso
Tricase, e, lungo la strada, passeremo nei pressi della Masseria Gallone (17),
struttura fortificata del VVII secolo, per poi giungere alla Cripta Ipogea del Gonfalone (18), appartenente
all’epoca basiliana.
L’itinerario
piega su se stesso, per continuare verso la costa, e passare dalla
Chiesetta della
Madonna di Fatima (19) (si segnala un’area di sosta attrezzata),
da dove si domina l’abitato di Tricase, dal Castello di Caprarica (20), completamente
ristrutturato e dalla Chiesetta della Madonna
del Soccorso (21).
Lungo
il tragitto, possiamo fermarci in un piccolo bosco di querce vallonee
(23), dove ammirare la famosa Quercia, appartenente al XII secolo, posta
accanto alla Chiesetta della
Madonna del Carmine.
Pedalando
in direzione della costa, seguiamo l’itinerario dall’alto della
serra, in direzione nord, sino
a giungere alla Torre del Sasso (24), luogo ideale per
contemplare la linea d’orizzonte che congiunge Capo d’Otranto a S. Maria di Leuca.
Da
questo punto, possiamo scendere fino a Tricase porto, dove
specchiarci in un’acqua cristallina
e ammirare la splendida Villa Torre, che domina il porticciolo.
Da
questo punto, ripartiamo per un’impegnativa salita e raggiungere,
direttamente, una suggestiva
campagna caratterizzata da grandi costruzioni di pietre a secco.
Siamo
alle porte di Tricase, e prima di rientrare, ci fermiamo davanti
a una singolare Chiesa a pianta ottagonale (25), che la leggenda racconta
essere stata costruita solo in una notte, e per
questo detta, la Chiesa dei Diavoli, per poi tornare indietro
e passare accanto alla Chiesetta della
Madonna del Loreto (26) e ultimare il percorso nel punto di
partenza, con la Piazza del Municipio
di Tricase, di fronte alla Chiesa di S. Domenico.
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