| L’itinerario
parte dal Borgo San Nicola, alla periferia settentrionale di Lecce,
seguendo la comunale che conduce alla Masseria Ghiermi
(1) e, prima di arrivarci, lungo una parte del tracciato, possiamo
visitare la Chiesa di S. Oronzo fuori le Mura
(2), con la colonna intitolata al Santo, martire e protettore
della città di Lecce (XVIII secolo).
Procedendo
in direzione nord, e superata la S.P. n. 94 Surbo-Le Moline, incontriamo
la Chiesa di Santa Maria d’Aurio, appartenente
al periodo romanico, e costruita nell’ XI secolo. (3).
Di
fronte la Chiesa, una bellissima torre colombaia si erge comoda
nell’erba dei campi.
Rientrando
nel territorio di Surbo, si procede ancora verso Nord, fino a
raggiungere la Masseria Li Manzi (4), per poi
ridiscendere in direzione di Surbo, sino ad immettersi sulla S.P.
n. 93 Surbo-Torre Rinalda: tutt’intorno distese di ulivi, e masserie
ormai abbandonate, riempiono, con semplicità, l’ambiente circostante.
Percorso
un breve tratto della Provinciale, circa 500 mt., imbocchiamo
sulla sinistra, all’altezza della Masseria Frascusa, la strada
comunale che conduce alle Masserie San Lasi (5)
e Melcarne (6), situate all’interno della campagna,
circondata da uliveti secolari, dove immense chiome, e tronchi
nodosi, e pagghiare, sono a testimoniare della storia del Salento.
La
Masseria Melcarne è bellissima, un complesso masserizio che si
articola intorno ad un’imponente torre di difesa, eretta nel XVI
secolo, accuratamente ristrutturata, mentre, tutti gli ambienti
rurali, risalgono al XVII secolo.
I
proprietari hanno sapientemente ristrutturato la torre, con la
sua merlettatura particolare, gli interni e tutti gli ambienti
della masseria, per destinarli ad una ristorazione tradizionale,
e ad una futura attività agrituristica.
Dalla
Masseria Melcarne, rientriamo sul percorso, che dirigendosi ancora
in direzione nord, ci conduce alle spalle del complesso della
Chiesa di S. Maria di Cerrate (7), che merita
di essere visitata.
Ubicata
in piena campagna, a pochi chilometri dei centri urbani di Squinzano
e Trepuzzi, la Chiesa rappresenta una delle più importanti testimonianze
dell'architettura romanica in Puglia.
All’interno,
un’elegante facciata con un raffinato portale di ingresso, e un
chiostro barocco riccamente decorato.
Interessanti
gli affreschi che arricchiscono le arcate interne della Chiesa,
e della cappella che ospita l’altare.
Accanto
alla Chiesa possiamo visitare il Museo delle Tradizioni
Popolari (8), all’interno del quale, troviamo perfettamente
conservate le macine, gli attrezzi, gli utensili usati dai contadini,
per le loro attività artigiane.
Attraversando
la S.P. Squinzano-Cerrate-Torre Rinalda, ci portiamo su un sentiero
minore, che conduce alla Masseria Alcalini (9),
e imboccando, sulla sinistra, la S.P. n. 236 Surbo-Casalabate,
in direzione Carretti-Grande (10), percorriamo
un breve tratto, per poi deviare a destra, e dirigerci verso il
paese di Torchiarolo, confinante con l’agro di Brindisi.
Svoltando
a sinistra, per la Masseria Carritelli, immersa in un oliveto,
ci immettiamo sulla S.P. n. 5 Squinzano-Torchiarolo, scavalcando
la Superstrada Lecce-Brindisi.
Il
percorso prosegue verso Squinzano, pedalando sino alla Cappella
dei Perlangeli (11), per deviare a destra, fino a raggiungere
la S.P. n. 97, che da Squinzano conduce a S.Pietro Vernotico,
in corrispondenza della Masseria Andria. (12)
Percorrendo
la strada, entriamo nel Comune di Squinzano, un paese ricco di
Chiese e monumenti religiosi, come la Chiesa e Convento
di S. Maria delle Grazie (13), costruita nel XVI-XVII
secolo; la Chiesa dell’Annunziata (14), attigua
al cimitero, che risale al XVII secolo, la Cappella della
Madonna dei Martiri (15), del XVIII secolo, con la scena
dell’adorazione del Cristo crocifisso.
Squinzano
rappresenta un importante centro vinicolo del Salento: nel centro
urbano, sono ubicati numerosi stabilimenti vinicoli di grandi
dimensioni, già proprietà di produttori vinicoli del Nord-Italia,
oggi dismessi ed in parte visitabili (16).
A
questo punto l’itinerario presenta due possibili alternative.
Percorso
2/A : LA CAMPAGNA AD EST DI SQUINZANO
Percorrendo
la S.P. n. 95, in direzione del Comune di Cellino S. Marco, nell’area
di Brindisi, incontriamo il casino Li Capapi
(17), ormai diroccato, interessando l’area dell’antico Casale
di Bagnara e costeggiando l’omonima masseria (18), per toccare,
infine, l’antica Grancia Basiliana della Madonna dell’Alto
(19), dove è possibile visitare i percorsi sotterranei, e la Vecchia
Abbazia.
Qui
è prevista la realizzazione di un’area attrezzata per la sosta.
Percorso
2/B : DA SQUINZANO A TREPUZZI
Attraversato
il paese di Squinzano, da Nord verso Sud, superiamo la circonvallazione
a sud-est della città, percorrendo la viabilità minore diretta
verso la vicina Trepuzzi, toccando la contrada S. Vito, e immettendoci,
superata Casa Petito, sulla Comunale che per Villa Martiri e Giardino
Maramonte confluisce nella S.S. 16, alle porte del paese.
Interessante,
nel centro storico di Trepuzzi, la visita alla Chiesa
di Maria SS. Assunta (28) e di S. Giuseppe
(29), entrambe appartenenti al XVII secolo; alle Cappelle
di Santa Croce (30) (XVII secolo) e della Madonna
dei Martiri (31) (XVIII secolo); alla Colonna
della Madonna Assunta (32), al Palazzo baronale
(33) (XVII secolo) e al Palazzo Spinelli-Barrile,
conosciuto anche come il Castello Nuovo ((34),
del 1700; alle numerose case a corte ubicate nel centro storico,
come la Corte Longa (35), e altre.
A
questo punto, il percorso riprende in senso inverso, fino a ritornare
all’Abbazia di Cerrate, per proseguire lungo la viabilità minore,
in direzione di Torre Rinalda, e svoltando sulla destra, al bivio
successivo, giungiamo alla Masseria Monacelli
(20), caratterizzata da un impianto a corte, dov’è insediata
una bellissima torre, una cappella ed un frantoio sotterraneo,
il cui ingresso si può scorgere di fronte la torre.
Tutt’intorno
prati, fiori di campo, muretti a secco e pale di fichi d’india,
una natura incontaminata all’ombra di ulivi dai tronchi ritorti
dai secoli.
Poco
distante, incontriamo la Masseria fortificata Gianpaolo, costruita
nel XIV secolo, un edificio a due piani, con la sua torre colombaia
e il frantoio sotterraneo (21).
Procedendo
nel percorso, in direzione sud-est, sulla nostra destra, riusciamo
a scorgere, in lontananza, la Masseria Li Coccioli
(XVI secolo), e individuando il sentiero d’accesso, lo spettacolo,
a questo punto, è esaltante.
La
masseria, inserita all’interno di uliveti e prati verdissimi,
si presenta con la sua imponente torre colombaia, l’edificio e
la cappella (22), illuminati dai colori di un tramonto tipicamente
salentino.
Superando
la S.P. n. 93 Surbo-Torre Rinalda, giungiamo al bosco
di Rauccio, con l’omonima masseria turrita a due piani
(23).
Tornando
in direzione di Surbo, si incontrano altri complessi masserizi:
Fasani (24), Barrera (25) e,
successivamente, la Masseria Mendole (26) e Schiavi
(27).
Rientrando,
quindi, sul percorso di andata, in corrispondenza della Masseria
Manzi, terminiamo il nostro interessante itinerario. |