Il
percorso parte dalla città di Maglie, in corrispondenza
della Stazione Ferroviaria, dalla quale procedere verso est, sulla
Via Vittorio Emanuele, fino a giungere al Palazzo Ruberti
(1), costruito nei primi anni del ‘900.
All’interno
dell’edificio, recentemente ristrutturato, ha sede la moderna
Biblioteca Comunale e il Museo
Paleontologico.
Quest’ultimo,
di assoluta rilevanza internazionale, dispone di numerosissimi
reperti fossili e litici, particolarmente importanti per l’ottimo
stato di conservazione, e per lo stretto legame con l’intero territorio
salentino.
Proseguendo
il percorso, sulla Via Vittorio Emanuele, raggiungiamo la Contrada
Franite dove, percorrendo la vecchia Strada Vicinale
Fraganite-Muro Leccese, giungiamo al Menhir Croce
Muzza, (2) che presenta diverse incisioni a forma
di croce.
Prima
di giungervi, lungo un tragitto comodamente asfaltato, si presenta
splendida, sulla nostra destra, Villa Zaira,
con il suo parco ricco di fiori e palmizi, e una particolare casina
a tre arcate, deposito di strumenti agricoli.
Proseguendo
dal Menhir Croce Muzza, in direzione sud, percorriamo la S.S.
n. 275, fino ad immetterci sulla S.P. Muro Leccese - Scorrano,
tenendo sulla nostra destra il Cimitero di Maglie.
Dopo
un breve tratto di strada, superato il ponte, percorriamo circa
500 metri e, girato sulla destra, dopo circa 100 metri, arriveremo
alla Cappella Rupestre di S. Maria di Miggiano
(3), del XIV e XV secolo.
Pedalando
ancora verso est, in direzione dell’abitato di Muro Leccese, potremo
scorgere, lungo il percorso, uno dei tanti Menhir del territorio,
chiamato Menhir Miggiano, alto circa 2 metri.
Arrivanti
nel paese di Muro Leccese, il primo incontro
è con la Chiesetta di Santa Marina,
la quale presenta, nell’interno completamente ristrutturato, parti
di bellissimi affreschi preesistenti, mentre, sull’altare, in
un coloratissimo affresco, la Santa abbraccia protettivamente
due pargoli.
Sulla
piazzola di fronte la chiesetta si erge, verso il sole, il Menhir
Trice, alto 4,70 metri.
Lasciata
la Chiesetta, pedaliamo verso il centro storico, e precisamente
verso la Piazza del Popolo, dove prospettano, una di fronte l’altra,
la Chiesa Matrice di Maria SS. Annunziata, con
la splendida colonna cinquecentesca dei Quattro Evangelisti,
finemente decorata, e quella della Madonna Immacolata,
sulla cui facciata, tra ricchi decori e fregi barocchi, potremo
ammirare il particolare della statua della Madonna, con il volto
dedicato al cielo.
Completano
il fascino della Piazza, il Palazzo del Principe e
il Palazzo Ducale.
Proseguendo
su Via Isonzo e seguendo la segnaletica indicatoria, tappa successiva
della nostra visita sarà il Convento e l’annessa Chiesa
dei Domenicani, del 1583, in restauro, posti accanto al Cimitero del paese.
Poco
più avanti, percorrendo Via Brongo, dopo circa 200 metri, si giunge
al Parco Comunale
del SS. Crocifisso,
(6) all’interno del quale visitare la Cappella del Crocifisso,
datata 1573-1613,
immersa in un verdissimo parco attrezzato con giochi e servizi,
ideale per una sosta e circondato
da mura megalitiche, lunghe circa 4 Km., con
vista panoramica collinare.
All’ingresso
del Parco, si erge il Menhir Pietrafitta del Crocifisso,
alto circa 1,70 metri.
Dal
Parco comunale, proseguendo sull’itinerario, l’ambiente si mostra
in tutta la sua caratteristica
salentinità: uliveti secolari comodamente adagiati nell’erba dei
campi, e una flora tipica tutta particolare, mentre, non molto lontane, due bellissime Masserie,
Panzanari e S. Andrea, sono
state ristrutturate come centri agrituristici ed attualmente in
piena attività produttiva.
Su
tutto il territorio circostante, confinante con quello limitrofo
di Sanarica, ed in generale su tutto il percorso, si possono ammirare numerose testimonianze
preistoriche, come i Menhir,
lunghi e affusolati blocchi di pietra a forma di parallelepipedo,
o i Dolmen, massi disposti a
forma di piccole grotte, o enormi pietre con forme strane.
I
Menhir (
dal bretone Men = pietra e Hir = lungo) hanno
un significato rituale e religioso: infissi verticalmente nel terreno, hanno un origine ancora
avvolta nel mistero ed è probabile che fossero monumenti dedicati al Dio Sole.
Indicando
le diverse posizioni del Sole, il Menhir è segno delle Epifanie
divine, dei doni di vita
di Dio agli uomini, allorchè le giornate si allungano con il solstizio
e le ore di oscurità, assimilate idealmente alla morte, vanno diminuendo.
La
loro direzione verso il cielo identifica i simboli dell’Axis Mundi,
il centro del mondo.
I
Dolmen (dal bretone Dol = tavola
e Men = pietra) sono costruzioni risalenti all’età
del bronzo, (XVI secolo a.C.) che consistono in due lastre di pietra,
poste verticalmente a reggere una
terza orizzontale a mò di altare.
I
Dolmen salentini sono caratterizzati dall’avere, al posto del
dromos, dei loculi scavati nella
roccia, atti a contenere le ossa del capo o del sacerdote.
Proseguiamo
la nostra escursione, pedalando verso il territorio di Sanarica,
più precisamente
sulla Strada Comunale Polisano, che ci condurrà alla bellissima
Masseria Cuturà (9),
posta
al confine tra i territori di Sanarica, Muro leccese e Giuggianello,
all’interno di un sentiero che corre
stretto nella campagna.
La
Masseria è in fase di ristrutturazione, per dare vita ad un angolo
ristoro e bar, dove trascorrere
piacevolmente le serate nelle calde estati salentine, tra musiche
e sfizierie, mentre, al suo interno,
si può visitare un ricchissimo orto botanico, modernamente realizzato,
dove tantissime varietà di piante grasse danno vita ad uno scenario fortemente suggestivo.
Lungo
questo tratto di itinerario, passeremo vicino alla Cripta
bizantina di S. Giovanni
(10), segno tangibile della cultura rupestre ed un tempo adibita
a funzioni di rito greco, in seguito divenuta una cappelletta cristiana, dove ancora oggi si venera
il Santo Giovanni Battista.
Poi,
troveremo il Menhir Polisano (11), recentemente
ristrutturato, l'Edicola di S. Donato
(12), e la Chiesa Confraternita di Maria SS. Annunziata,
edificata con una semplice struttura, molto bella negli arredi
interni.(13).
All’esterno
della Chiesa, ben visibile, il Menhir dell’Annunziata.
(14)
Abbandonata
questa fascia di territorio, entriamo nell’agro di Sanarica, dove,
dirigendoci verso il
centro abitato, potremo visitare un vecchio frantoio ipogeo,
il Santuario di Maria SS. delle
Grazie,
la Chiesetta di S. Salvatore, costruita nel XVI
secolo, la Chiesetta di S. Domenico
e
l’antico Palazzo Ducale.
Attraversando
un’area caratterizzata prevalentemente da uliveti, ed imboccando
la Strada Comunale
Trullo, la Via Vecchia Giuggianello e le Strade
Comunali Scamate I e Morise, arriviamo, oltrepassando la S.S. n. 497, nel territorio di Giuggianello, nelle
vicinanze del Palazzo Gentilizio Bozzi-Colonna (15), ormai completamente disabitato.
Il
nostro itinerario procede attraverso le Vie Comunali Colonne e
Morise, e lungo questo tratto,
la natura si colora delle tinte forti della primavera, mentre
i gialli ed i rossi esplodono, carichi di luce,
intorno agli ulivi, i grandi vecchi della campagna, che sembrano
ringiovanire ai primi caldi della nuova stagione.
Dopo
aver pedalato per un breve tratto, sul tragitto ci appare la bella
Chiesa della Madonna
della Serra
(16), splendida testimonianza della cultura rupestre, mentre,
al lato, si erge alta la colonna con la statua della Vergine.
Incontreremo,
di seguito, un antico trappeto ipogeo (17) e
una Specchia (18), risalente al
II millennio a.C., fino ad arrivare, imboccando rispettivamente
le Strade Comunali Serravecchia, Caposella,
Cauci e Pesculli I, nei pressi di uliveti secolari, all’interno
dei quali si trovano, a poca distanza
l’uno dall’altro, dei massi enormi, piantati nel terreno, di varie
forme, detti i "Massi te la Vecchia". (19)
L’insieme
è composto da una grande pietra circolare lenticolare, posta su
un basamento, detto Furticiddhu
te la Vecchia, circondata da altri massi, dalle forme
più svariate, tra i quali uno rappresentante
un’enorme forma di piede.
Dalla
zona dei Massi, proseguendo sul percorso, ci immettiamo sulla
S.P. Minervino-Palmariggi e, giunti
nei pressi di un autolavaggio, gireremo sulla nostra destra, pedalando
su un sentiero
immerso in ampi uliveti e tratteggiato da muretti a secco, che
diventa progressivamente sempre
più stretto e tortuoso.
Il
sentiero ci condurrà in località Quattro Macine, (21) importante
per l'antica Masseria, completamente diruta, mentre l’area circostante, di rilevante interesse
ambientale, soggetta
a vincolo paesaggistico, è ricca di testimonianze storiche, come
il Dolmen situato in prossimità
del confine con il territorio di Giurdignano e il Menhir
Croce Caduta (20).
Dal
Dolmen Stabile, in agro di Giuggianello, e proseguendo
lungo la Strada Vicinale Quattro
Macine, in direzione di Giurdignano, passeremo attraverso le Vicinali
Vicinanze, Della Torre e S. Paolo,
un’area ricca di Dolmen, come Grasse,
Chiancuse,
Orfine e Paolo Niuri, e i Menhir
Vicinanze 1 e Vicinanze 2, a
breve distanza l’uno dall’altro.
Tutt’intorno,
la vista cade su una campagna suggestiva, e distese di margherite
miste a verdi spighe
e papaveri di campo, ben si inseriscono in un ambiente molto naturale,
mentre, siamo avvolti da un intenso profumo dei fiori di camomilla.
Giunti
sulla S.P. Giurdignano - Minervino, nelle immediate vicinanze
del Comune di Giurdignano, sulla nostra sinistra, incontriamo
il Menhir S. Paolo, con la piccola grotta
sottostante,
dove ammirare, nell’interno, l’affresco parietale del Santo, ormai
consumato dai secoli e una
serie di simbologie misteriose.
La
Grotta, ancora oggi, è ritrovo di fedeli e luogo di celebrazioni
votive.
Poche
pedalate e siamo nell’abitato di Giurdignano, un antico Comune
nelle vicinanze di Otranto.
Il
primo incontro, in una piccola piazzetta, è con il Menhir
della Croce, e proseguendo in direzione
del centro del paese, arriviamo nella centrale Piazza Municipio,
dove ammirare la Guglia di S. Rocco e la tipica Torre con l’Orologio,
mentre, di fronte, il Palazzo Baronale è sede
dell’Osteria degli Amici, una tipica trattoria, dove gustare una
buona cucina tradizionale.
Completa
l’arredo storico della Piazza, la Chiesa Matrice
(22), con le Statue di S. Rocco e
S.Agostino, inserita nel percorso giubilare salentino.
Nelle
vicinanze, un antico frantoio ipogeo, e una serie di Menhir,
S. Paolo, S. Vincenzo, Fausa e altri.
Percorrendo
un tratto della Strada Vicinale Vecchia Otranto, raggiungiamo
il bosco delle Costantine,
e adiacente al bosco, una collinetta servirà come area di sosta,
dopo la fine dei lavori di recupero ambientale che stanno interessando la zona.
Ripercorrendo
in senso inverso la strada precedente, ci immettiamo sulla Vicinale
Vecchia Alimini, lungo la quale, incontreremo i ruderi di un’Abbazia
Basiliana, in località Centoporte (23).
A
questo punto dell’itinerario, ci dirigiamo verso il Comune di
Palmariggi, seguendo la S.S. n.
16 e, dopo qualche chilometro, ben segnalata, avvisteremo la segnaletica
per il Santuario di Montevergine.
Prendendo
questa direzione, ed immettendoci su una vecchia Vicinale, passeremo
prima dall’antico
Borgo di Palanzano (24) per raggiungere, successivamente
(25), il complesso del Santuario, immerso in una freschissima e ampia pineta, ben adatta
quale area di sosta, dotata di servizi
e parco giochi.
Accanto
al Santuario, ben visibile, un antico Menhir, risalente all’età
del bronzo e posto sulla collinetta
Mons Jovis, così denominata dai romani, mentre,
sottostante il Santuario, si trova la Cripta Basiliana.
Di
fronte, l’artistico Obelisco della Madonna di Montevergine, costruito
nei primi del ‘900, nella caratteristica pietra leccese.
Alle
spalle della pineta, imbocchiamo la vecchia Vicinale Giancola,
una strada asfaltata immersa
negli ulivi, di collegamento alla S.P. per Cannole, e che ci condurrà
nell’abitato di Palmariggi.
Lungo
la strada, potremo visitare la Masseria Giancola
(27), ormai quasi diruta e la vecchia Masseria La Corte (28).
Nell’abitato
di Palmariggi, raggiunta la piazza principale, ci appare, ben
conservato, il Castello
Aragonese e, poco più avanti, la Chiesa Matrice, di chiaro stampo
barocco.
L’itinerario
continua, spostandoci sulla Strada Comunale in direzione di Otranto,
e più precisamente,
in prossimità dell’incrocio con la S.P per Minervino, ci immettiamo
su un sentiero vicinale, che ci condurrà alla cappelletta della Madonna
del Monte (26), in aperta campagna, un sito di
interesse paesaggistico, oltre che artistico ed archeologico.
Di
ritorno verso il paese di Palmariggi, potremo visitare il Monte
della Guardia, una località
dove si racconta avvenne l’apparizione della Madonna, contro l’invasione
dei Saraceni, all’epoca
del saccheggio di Otranto, e dove possiamo leggere, su di un grande
masso roccioso, l’epigrafe
che inneggia l’apparizione, sul colle, della Vergine Maria.
Rientrando
a Palmariggi, attraverso Piazza Garibaldi, ci immettiamo sulla
S.P. che la collega al vicino paese di Cannole, e giungendo
all’altezza del passaggio a livello, proseguiamo sulle
Strade Vicinali Santo Lasi e Canali, dirigendoci verso l'antico
borgo di Anfiano (29), composto da quattro grandi masserie, ormai completamente diroccate.
Percorrendo
la Strada Vicinale Giurdignano - Vecchia Lecce, giungiamo nel
bosco di Cerceto (30), dopo aver pedalato, attraverso un ambiente dai colori veramente
rilassanti, che può essere
goduto solo in sella ad una bicicletta.
Dopo
l’inizio della pineta, e percorso un tratto di sentiero, scorgiamo,
sulla nostra sinistra,
la bellissima Masseria fortificata di Torcito,
costruita nel XII secolo, in completa ristrutturazione.
Con
la Masseria, si possono visitare un immenso frantoio ipogeo, una
torre colombaia e numerose tombe dei monaci basiliani, scavate nella roccia.
Proseguendo
sulla Strada Vicinale Scopelle, e attraversato il bosco, scorgiamo
una torre fortificata,
quasi all’ingresso dell’abitato di Cannole e,
successivamente, raggiunta la piazza centrale,
potremo visitare la Chiesa Matrice, con l’annesso
campanile, la Cappella della Madonna
di Costantinopoli
e
il Castello aragonese.
L’itinerario
prosegue sulla Strada Vicinale Vecchia Cannole - Bagnolo, per
raggiungere l’abitato
di Bagnolo del Salento, dove, attraversata la
Via Garibaldi, passiamo sotto un caratteristico arco che taglia Vico Savoia e, superata la Via Gramsci,
imbocchiamo la Strada Vicinale Masseria Giancola, dove fermarci a visitare la Chiesetta
rupestre dedicata alla Madonna
Addolorata
(33), realizzata nel 1878, che ci introduce gradevolmente lungo
il paesaggio della campagna bagnolese.
Poco
più avanti, giunti al bivio, imbocchiamo a sinistra la Vicinale
Masseria Cinti (31) e, sulla destra,
possiamo scorgere l’ingresso dell’antica Masseria fortificata
Russo, risalente al 1800, caratterizzato
dalla presenza di un calesse abbandonato.
Percorrendo
a ritroso il tragitto dei devoti, che da Bagnolo si recavano in
pellegrinaggio al Santuario
di Montevergine, si ritorna verso il paese di Bagnolo, pedalando
sulla Vicinale Masseria Giancola.
Arrivati
nell’abitato, e dirigendoci verso il centro storico, incontriamo
in Via G. Acquaviva la Chiesetta di S. Maria dei Martiri,
in stile barocco e l’adiacente Fondazione Papaleo,
risalente al 1587, già adibita a Convento dei Frati Minori Conventuali.
Lasciando
alle spalle questi edifici, ci avviamo verso l’uscita di Bagnolo,
senza aver trascurato
di dare uno sguardo all’antico Palazzo Municipale,
e percorrendo Via Roma e Via Duca d’Aosta, ci dirigiamo verso il territorio di Cursi, attraverso la
Strada Vicinale Madonna dell’Abbondanza
e, successivamente, immettendoci sulla Vicinale Maglie-Bagnolo
e sulla Comunale dello
Spruno, ci dirigiamo verso il Santuario Maria SS. dell’Abbondanza.
(35)
Un
lungo viale alberato ci segnala l’arrivo al Santuario,
che è dotato di ampi spazi per la sosta,
mentre, una colonna in pietra leccese, si innalza di fronte l’ingresso
della Chiesa.
Dopo
aver percorso interamente il viale alberato, per circa 1,5 Km,
arriviamo nel centro abitato
di Cursi, dove, il primo impatto di rilevanza
storica, lo abbiamo ammirando l’antico Palazzo
De
Pietro-Porzio
e, successivamente, giunti nella centrale Piazza Pio XII, potremo
visitare la Chiesa Madre del 1600, intitolata a San
Nicola, con l’annesso campanile, l'antica torre
dell’orologio,
il Palazzo De Donno, con l’antico frantoio
ipogeo e il Palazzo Comunale.
Dalla
Piazza ci spostiamo, attraverso Largo Convento, al Convento
degli Agostiniani.
A
questo punto l’itinerario si sposta, attraversando Via Trioti
e Via Ungolaro, sulla S.P. Cursi -
Melpignano, per proseguire sulla Comunale, detta Serpintane.
La
zona si presenta molto interessante, per via di architetture rupestri
esistenti e di grandi
cave a cielo aperto, (36) dove si estrae la pietra leccese,
con gli uliveti che fanno da cornice.
Pedalando
in fondo alla Comunale Serpintane II, in corrispondenza di un
Menhir, (37) posto in prossimità
di un bivio, arriviamo nella vicina frazione di Morigino,
in agro del Comune di Maglie, dove
potremo vedere una graziosa chiesetta del ‘600,
intitolata a S. Giovanni (38), e, individuata
la
Strada Provinciale Cursi- Maglie, raggiungeremo l’abitato di Maglie,
chiudendo questo itinerario interessantissimo e ricco di storia.
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