L’itinerario
parte dall’abitato di Ruffano, e giunti nella parte storica
del paese, potremo ammirare il bellissimo Palazzo Licci,
di fronte al quale si eleva una colonna con un angelo, a commemorare
i martiri della guerra.
Poco
più avanti, nella centrale Piazza S. Francesco, l’imponente Palazzo
Pizzolante (1) corre lungo tutto il perimetro circostante,
e rappresenta la costruzione storica più importante di Ruffano.
Entrando
in Via Battisti, di seguito al Palazzo Pizzolante, troviamo la
Torre con l’orologio,
e, l’annessa Chiesa Matrice della Natività di Maria Vergine,
(3) dalla quale vedere l’arco
di Porta Terra (3).
Bisogna
entrare all’interno della Chiesa, per comprendere i fasti dell’arte
barocca salentina, espressione dei minuziosi ricami, da ammirare sulle tipiche
colonne tortili, a sostegno degli otto altari presenti, mentre esaltanti sono le immense tele che coprono
gli ampi perimetri dei muri, e gli
spazi sopra gli altari.
Completano
la storia del paese, il Castello Brancaccio, del XVII secolo
(5) e Porta
Mare (6), per poi dirigerci, attraversando la via delle Serre,
in direzione di Supersano, dove visitare altri Palazzi gentilizi (7), la Chiesa Matrice di S. Michele
Arcangelo (8), nella centrale Piazza Quattro Novembre, arredata con le tipiche paratie e luminarie, per
la festa del Patrono S. Michele, il Castello e
i ritrovamenti archeologici, in località Falconeria
(9).
Usciti
da Supersano, e pedalando sulla S.P., in direzione dell’abitato
di Casarano, giungiamo alla Chiesa della Madonna di Coelimmanna,(10) detta
anche Cirimanna, appartenente al
XVIII secolo, attigua al Cimitero del paese.
Sottostante
la Chiesa, possiamo visitare la Cripta, contenente l’altare
e l’affresco della Madonna
Coeli.
Prima
di giungere alla Chiesa, sono visibili, all’interno di un giardino
con due alti palmizi, di fronte
una stazione di rifornimento, due antichi Menhir (11-12).
Intraprendendo
la salita sulle Serre, è possibile deviare dalla S.P. per Casarano,
in direzione
Nord, verso la Masseria Pizzofalcone (13), d’impianto medievale,
con la sua torre fortificata del cinquecento.
Proseguendo
ancora verso Nord, lungo la viabilità minore, si percorre una
fascia di territorio molto ricca di complessi masserizi, tra i quali segnalare,
in particolare, le Masserie Scoperta,
(14) del XIX secolo, la Masseria Le Stanze (15), oggi rinomato
centro agrituristico, mentre,
di fronte, la Masseria Le Chiese (16) offre un elegante
centro turistico, con parco giochi e maneggio,
e un centro di ristorazione attrezzato per l’organizzazione di
eventi, le Masserie Mendole (17) e Palazzo (18), ed ancora le Masserie
Padula, (19), Macrì (20), Pagliara (21), con
l’annessa torre colombaia (22), le Masserie Imperiale, Sbratta
(23) e Belli (24).
Rientrando
sulla S.P. in direzione di Casarano, riprendiamo, sempre in sede
riservata, la salita
che oltrepassa le Serre, mentre, all’altezza della Masseria Monticelli
(25), devieremo sulla Strada Comunale, per immetterci, dopo pochi
chilometri, sulla S.P. Casarano-Ruffano, giungendo, in
poco
tempo, nell’abitato di Casarano.
Casarano
è uno dei centri produttivi più importanti del Salento, ricco
di storia e sede di molte piccole
aziende manifatturiere, tra le quali, l’importante Calzaturificio
Filanto.
Appena
all’ingresso del paese, percorrendo un breve tratto in salita,
incontriamo la Chiesa
della Madonna della Campana, appartenente al XVII secolo (26),
mentre, di fronte, una scena della Crocifissione del Cristo è scolpita su un blocco
della tipica pietra locale.
Da
questo punto, ci dirigiamo verso il centro del paese, passando
prima dalla Chiesa di S.
Maria della Croce, risalente al XVI secolo, alle spalle della
quale vedere la piccola costruzione del
Campanile.
Pedaliamo
verso il centro, aiutati da una chiara segnaletica, e più precisamente,
in direzione della centrale Piazza Indipendenza.
Prima
di giungervi, nei pressi della Chiesa dell’Immacolata,
scorgeremo una scena della Passione
di Cristo, molto ben rappresentata, all’interno di un’ampia
Cappella.
Inoltrandoci
lungo la via che ci condurrà nella Piazza, noteremo alcuni Palazzi
storici, tra cui Palazzo
De Donatis, con il suo bel giardino interno, e il Palazzo
Filograna, attualmente in completa
ristrutturazione, dagli affacci molto particolari.
Siamo
in Piazza Indipendenza, e di fronte ci appare, imponente,
il Palazzo Capozza, (27)
dal caratteristico color rosa, mentre, guardando sulla nostra
destra, possiamo ammirare l’arredo dell’attigua
Piazza Municipio, con la Colonna di S. Giovanni,
la Chiesa Matrice e la Torre dell’Orologio
(28).
Nella
via laterale alla Chiesa Matrice, elegante, appare agli sguardi,
lo storico Castello di Casarano(29).
A
questo punto, l’itinerario si sposta in direzione di Taviano,
e giunti nel paese delle serre,
lungo la strada che ci condurrà nel centro storico, incontriamo,
dapprima, il Santuario della Beata Vergine Addolorata, del XVII secolo, che presenta, al
lato, una scena dell’adorazione del Cristo
Crocifisso.
Nei
pressi del Centro storico del paese, possiamo visitare la Chiesa
della Madonna Addolorata
(30), che presenta, sulla facciata principale, una trasfigurazione
della Crocifissione.
Poco
distante, ci troviamo nella centrale Piazza di S. Martino,
dove, una di fronte l’altra,
si presentano la Chiesa Matrice di S. Martino (31), del
XVI secolo e la Colonna dedicata al
Santo (32),
con il Palazzo Baronale (33), costruito nel XVI secolo,
candido nel suo restauro.
Nei
pressi del centro, possiamo ammirare una delle caratteristiche
case a corte (34), tipica
costruzione dei paesi salentini.
Lasciata
Taviano, percorriamo la S.P. n. 330, in direzione
di Mancaversa, incontrando la
Chiesa rurale di S. Marina, edificata nel 1704 (34) e,
all’incrocio con la S.P. n. 289, l’itinerario presenta
una deviazione, sulla sinistra, in salita verso le Serre di
Castelforte (35), che ci appaiono con
l’omonimo villaggio, e una serie di piccoli castelli merlettati,
come in una fiaba.
Oggi,
il villaggio è sede di un centro di riabilitazione per persone
disabili e anziani e, all’interno,
si possono vedere delle divertenti costruzioni in stile.
Da
questo punto, una visuale panoramica si stende lungo la Valle
di Ottaviano (36), mentre
distese di olivi, e coltivazioni di tabacco, e alberi da frutto,
si presentano in un ambiente dai colori
intensi oltre alle innumerevoli serre di fiori variopinti
e pregiati, che il Salento esporta nei maggiori
paesi europei.
Pedalando
sulla S.P. per Mancaversa, si intraprende una discesa, con piste
in sede riservata, superando le Vicinali Serra, Franca dei Beneficati
e Lupo, sino a giungere all’incrocio con la
Vicinale Bove.
Da
questo punto, per circa 2 Km., procediamo su una pista in sede
propria, sino a giungere all’ingresso di Marina di Mancaversa, dove le acque
cristalline di un mare limpidissimo, fanno
da cornice a lunghi tratti di sabbia finissima e bianca, e piccole
insenature naturali permettono l’attracco
alle paranze dei pescatori.
In
questo tratto di Salento, dune sabbiose e macchia mediterranea,
sono il prolungamento di una
costa che, iniziando dalla baia di Gallipoli, si spinge, attraverso
Ugento, sino a terminare a Santa Maria di Leuca, mentre costruzioni in stile liberty-moresco,
dai colori pastello, testimoniano la presenza di un eclettismo architettonico, che parte dai primi anni
del secolo.
Dalla
Marina di Mancaversa, risaliamo, attraverso la loc. Tarabano,
lungo la S.P. n. 222, fino a
raggiungere il sentiero che ci conduce alla Masseria Lo Spina
(37), ormai diroccata, con la sua torre
di difesa probabilmente edificata intorno al XVI secolo, e al
Dolmen Li Specchi (38).
Pedalando
lungo il sentiero, che tortuoso, ci porterà verso i Comuni di
Alliste e Racale, l’ambiente
circostante assume i tratti tipici del paesaggio salentino, e
uliveti e pagghiare e fiori di campo si
mescolano, in una brillante effusione della natura.
In
poche battute, siamo a Racale, un caratteristico paesino
del Capo di Leuca, e seguendo
la segnaletica per il centro cittadino, passiamo da una Cappella,
dove ammirare una bellissima scena del Cristo Crocifisso, e nella parte sottostante,
una piccola cripta votiva viene illuminata molto tenuemente.
Prima
di giungere nella Piazza di S. Sebastiano, ci appare la
tipica Torre con l’Orologio,
simbolo del centro cittadino, e una volta nella Piazza, la Chiesa
Matrice di S. Giorgio (39) è l’espressione di una tipica semplicità urbana.
Completano
la visita, il Castello di Racale (40), del XV secolo, il
Palazzo Tolomei, (41),
del XVI secolo, e le caratteristiche case a corte.
Dal
paese di Racale ci spostiamo nell’attiguo Comune di Alliste,
e la strada ci sembra non
mutare l’assetto urbano.
Nella
centrale Piazza S. Quintino, ci appare la Chiesa Matrice,
(42) del XV secolo, intitolata
al Santo, che nella parte superiore della facciata, scolpita in
un semplice barocco, ci mostra, in
un affresco a tinte forti, la figura di San Quintino.
Nelle
immediate vicinanze, troviamo la Chiesa di S. Giuseppe (43),
e poco più avanti, alcuni
Palazzi gentilizi (44), ormai disabitati, testimoniano
la storia del paese.
Da
Alliste, rientriamo nel paese di Racale, dal quale l’itinerario
si ricongiunge al vicino abitato
di Taviano, fine della nostra interessante pedalata. |