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Canale del Rio ci mostra uno strapiombo spettacolare di 100 m. sulla
cui sommità si ergono i ruderi di Torre di Ricco, e ci prepara
al panorama mozzafiato del Ciolo, gola profonda nella quale s'insinua
il mare, che ci accoglie presso Novaglie. Il nome Ciolo viene dalla
grotta omonima e nel dialetto locale significa "corvo".
La grotta, sita sul livello del mare, presenta al suo interno una
sorgente di acqua dolce. Lunga oltre 100 metri e con due sifoni,
uno iniziale e l'altro finale, in essa fu avvistato, nel 1973, un
esemplare di foca monaca. Siamo ormai sulla rotta verso "finibus
terrae", come viene chiamata Santa Maria di Leuca. Il faro
alto 47 mt e che illumina da un'altezza di 102 mt sul livello del
mare, è visibile per ben 27 miglia e assieme al Santuario
domina la baia. Finibus Terrae, i confini della terra. Qui l'impero
romano d'occidente confinava con l'Impero Romano d'Oriente. Chi
avesse voglia di compiere delle ricerche, si accorgerebbe ben presto
dell'esistenza di un altro luogo col nome di "Finibus Terrae":
Santiago de Compostela confine opposto dell'Impero Romano d'Occidente.
Nel Capo di Leuca vi è tutta una serie di grotte: Grotta
Sparascenti, Grotta del Presepe, Grotta Tre Porte, Grotta del Bambino
Grotta dei Giganti, Grotta della Stalla, Grotta del Drago.
Torniamo alla nostra rotta e, doppiato definitivamente
il Capo di Leuca, Torre Marchiello ci indica che stiamo per giungere
presso Felloniche, minuscolo borgo prima di San Gregorio e poi a
Torre Vado, graziosa località che arriva fino alle Pescoluse:
una delle spiagge più grandi di tutta la Puglia. Torre Pali
sorge sul mare, ad una ventina di metri dalla riva; Lido Marini
è la prima delle marine di Ugento, seguita da Torre Mozza
allo spettacolo delle dune di Torre San Giovanni. Quest'ultima era
il porto dell'antica Auxentum, oggi Ugento, qui è stata ritrovata
una statua in bronzo raffigurante Poseidone (VI secolo a. C.). Una
delle caratteristiche delle marine di Ugento sono le secche di Ugento.
La leggenda narra che su di esse naufragò una parte della
flotta di Pirro re dell'Epiro. Si estendono, grosso modo, nel tratto
di costa che va da località I Pali a Torre Mozza, per sei
chilometri; spingendosi sino a tre chilometri dalla costa. Le secche
di Ugento sono segnalate, da Sud, da una boa rossa, doppiando Punta
Ristola, occorre prestare attenzione alle correnti. Torre Suda,
Ràcale, e Mancaversa sono piccole marine che ci portano,
con la loro costa rocciosa sino a Torre del Pizzo, che si erge su
Punta del Pizzo, qui la costa s'inarca per ospitare una spiaggia
immensa. Poco staccati dalla costa si scorgono due grossi scogli:
isola dei Piccioni ed isola del Campo. Più al largo vi è
l'isola di Sant'Andrea con il suo faro. Siamo a Gallipoli, uno dei
luoghi più emozionanti del Salento, la cui baia che si intravede
già da Punta del Pizzo, dove una curvatura della costa pianeggiante
e coperta di dune mostra l'isola di S. Andrea. Verso Nord ci aspetta
Torre Sabea per introdurci in una lunga serie di calette con piccole
spiagge punteggiate di minuscoli scogli che termina nelle grandi
distese di sabbia di Lido conchiglie e Lido dell'Alto con Torre
dell'Alto.
Tornando sul mare ci aspettano Rivabella e la piccola
Santa Maria al bagno, un tempo porto romano e difesa nel medioevo
dalla superba Torre del Fiume di cui oggi restano solo i quattro
pilastri, tanto che è chiamata "quattro colonne".
La zona di Santa Maria al Bagno, con i ruderi della Torre del Fiume
e le grandi palme in riva al mare ha quell'aspetto orientale che
ci proietta in un paesaggio nord africano. Santa Caterina, al pari
di S. Maria al Bagno è considerata un antico municipium romano.
La Grotta di Capelvenere prende il nome dalla caratteristica felce
che vi cresce rigogliosa. Questa serie di grotte, nelle immediate
vicinanze della costa che va da Punta dell'aspide sino a capo Uluzzo,
è conosciuta con il nome di grotte dell'Uluzzo. Porto Selvaggio
si estende da Torre dell'Alto a Torre Uluzzo, con un bosco che degrada
sino al mare e all'interno di esso si trova la Grotta del Cavallo,
nei pressi la caratteristica "pietra forata" un arco naturale
scavato dal vento nella roccia. Santa Caterina è una piccola
e splendida località balneare, con piccoli approdi e la piccola
baia che espone una serie di ville fin de siècle che terminano
con i due piani di stine neoclassico di Palazzo Lezzi, che risente
dello stile liberty nei colori.
In seguito la costa si abbassa sino a Torre Inserraglio;
da qui, seguendo una costa con piccole insenature, che dall'altezza
di 5 metri, degrada fino al livello del mare si giunge a Torre S.
Isidoro. Di fronte ad un isolotto, l'antica costruzione guarda la
costa che forma un'ansa di circa un chilometro fino a Torre Squillace,
è l'inizio della costa di Porto Cesareo, l'antico Portus
Sasinae. Presso Porto Cesareo si trova l'omonima Area Marina Protetta
e la stazione di biologia marina, fondato da Pietro Parenzan e donata
all'Università di Lecce, che raccoglie oltre ad una collezione
di conchiglie provenienti da tutto il mondo; una serie di animali
esotici provenienti dal Mar Rosso e dall'Oceano Indiano; la collezione
Algologica Irma Pierpaoli e l'Erbario della Costa Neretina. Tutta
la costa va da Porto Cesareo a Torre Lapillo sino a Torre Chianca
è ricchissima di sorgenti. Poco oltre i ruderi di torre Castiglione
troviamo una zona detta le "Spunnullate", letteralmente
"sprofondate", per via del cedimento delle volte di alcune
grotte carsiche. Dopo le paludi del Conte giungiamo a Punta Prosciutto;
una costa irregolare forma una piccola insenatura, riparata dai
venti, che giunge sino a torre Colimena. Un altro gioiello ci attende,
un bacino comunicante con il mare attraverso un piccolo canale intagliato
nella roccia: sono le Saline. Esse prendono il nome dalla Torre
Salina, una delle più antiche della terra d'Otranto. Il fiume
Chidro, circondato dalla cannuccia di palude, nasconde quelle che
i pescatori chiamano "Pile del Re" ma che in realtà
costituiscono il più grande giacimento di sarcofagi greci
di tutto il Mediterraneo, studiati dall'archeologo americano Peter
Throckmorton.
Termina qui la nostra navigazione lungo le coste del
Salento.
A cura di Angelo Monteduro
angelomonteduro@otrantovacanze.com
Fonte: Guida Turistica Le Coste del Salento di Elio Paiano e
Mario Cazzato.
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