La
Riserva Naturale delle Cesine, si estende per 620Ha nel comune di
Vernole, lungo il litorale adriatico, attraversata dalla S.S. 16
fra S.Cataldo e S.Foca, costituisce senza dubbio la più importante
zona umida del Salento, ultimo tratto superstite delle antiche paludi
costiere che si estendevano fra Brindisi e Otranto e mantiene ancora
inalterato un lungo tratto di costa.
Ambiente ideale per la fauna acquatica e soprattutto
per gli uccelli migratori, dal 1977 è zona umida di importanza
internazionale; Oasi di protezione dal 1978 e riserva naturale di
ripopolamento animale dal 1980. Di proprietà dell'Ente Regionale
Sviluppo Agricolo Pugliese (ERSAP) e di alcuni privati, è
dal 1979 affidata in gestione al WWF, sulla base di un accordo.
La riserva si compone di più ambienti:
la duna, l'area palustre, la pineta, la macchia mediterranea, la
zona coltivata. Il litorale è in gran parte sabbioso, con
brevi tratti a ciottoli e a scogli; la zona umida, l'ambiente più
interessante, comprende due laghi retrodunali, chiamati Salàpi
e Pantano Grande, grandi superfici ricoperte da canneto, aree palustri
e acquitrini sparsi; la pineta è artificiale ed è
a pino d'Aleppo e, nel tempo, sarà sostituita dalla vegetazione
spontanea.
La macchia mediterranea si presenta allo stato
arbustivo e domina un po' ovunque. Sulla duna litoranea, la compatta
massa vegetale riveste un ruolo di primaria importanza come barriera
contro i venti marini ricchi di salsedine, proteggendo le coltivazioni
agricole dell'entroterra. Diverse le specie arboree qui presenti,
soprattutto come risultato di opere di rimboschimento compiute dal
Servizio Forestale. Fra le 320 specie vegetali presenti, numerose
delle quali rare e localizzate, come la quercia spinosa (quercus
coccifera). Spiccala varietà di fiori, spesso delicati come
la romulea, le silene, i garofani selvatici, agli arbusti della
macchia, a specie palustri come la rifa. Splendide, le fioriture
di iris giallo, e quelle delle orchidacee, come l'ofride di Bertoloni
(Ophrys Bertolonii) e l'ofride dei Fuchi (Ophrys fuciflora), fino
a specie rare, come la campanella selvatica (Ipomoea sagittata).
Il litorale annovera numerose piante dunali mentre fra la macchia
mediterranea, oltre alle specie già citate, vivono anche
alcune piante spontanee di origine balcanica, come le orchidee Ophrys
candica e Ophrys heldreichii. Nelle zone palustri dominano i canneti.
Il resto della riserva è occupato da coltivi che, d'inverno,
s'impaludano e diventano un nuovo habitat per gli uccelli.
La Riserva Naturale delle Cesine si trova, in
posizione geografica strategica, lungo una delle principali rotte
di migrazione del Mediterraneo ed è quindi il luogo di sosta
per moltissimi uccelli acquatici che seguono la rotta migratoria
della costa adriatica. L'Oasi è frequentata da moltissime
specie di uccelli migratori e svernanti: più di 10.000 individui
sono stati contati nell'area della riserva: anatre selvatiche, aironi,
gabbiani, cormorani, svassi, limicoli, passeriformi. Alcune specie
sono anche rare: il mignattaio, la spatola, il fistione turco, il
cavaliere d'Italia, l'airone bianco maggiore, il cigno reale, lo
svasso piccolo, il falco pescatore, e la rarissima cicogna nera.
Un grande movimento di esemplari dura tutto l'anno e in particolare
durante le stagioni fredde, le migliori anche per la visita. Durante
l'inverno, infatti, gli stagni sono affollati di moriglioni, codoni,
volpoche, folaghe. Il simbolo della riserva è il moriglione,
l'anatra più abbondante.
Diversi gli anfibi e i rettili che popolano le
acque e le coste delle paludi, tra cui il ramarro, il cervone e
il colubro leopardino (Elaphe situla), un serpente tipico delle
estreme regioni meridionali della penisola e del Mediterraneo orientale.
Considerevole anche la fauna ittica. I mammiferi frequentano le
zone a macchia e la pineta: i più comuni sono la volpe e
il tasso.
I Percorsi natura sono varii e cambiano secondo
la tipologia del visitatore: partono tutti dal Centro visite, la
splendida masseria fortificata che il WWF ha ristrutturato per destinarla
a spazio didattico e d'accoglienza. Comprende grandi saloni, con
terrari, acquari, vetrine con raccolta di utensili locali, spazi
per la visione di documentari. Gli itinerari tagliano la macchia
e la pineta e portano sul bordo degli specchi d'acqua: qui sono
a disposizione i capanni d'osservazione che favoriscono il riconoscimento
degli uccelli.
La Riserva è aperta dal 1° ottobre al 30 aprile, la domenica
alle 9,30 e alle 14,30; le scolaresche e i gruppi negli altri giorni
prenotando ai seguenti numeri: 0832/891334 - 0832/892264. In luglio
e agosto, i turisti possono visitare l'oasi alle 9,30.
A cura di Angelo Monteduro
angelomonteduro@otrantovacanze.com
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