I
laghi Alimini si trovano a 7 Km a Nord-Ovest della città
di Otranto.
Il nome Alimini indica uno specchio di acqua che
può considerarsi come un vero seno di mare. I Greci antichi
con il termine greco "limne" intendevano sia il lago che
lo stagno di acque ferme. Attualmente il nome Alimini indica due
bacini distinti: Alimini Grande ed Alimini Piccolo, detto anche
Fontanelle a causa delle numerose risorgive di acqua che lo alimentano.
Il lago Fontanelle è di origine carsica,
mentre l'altro bacino deriva dall'azione abrasiva del mare che portò
alla dissoluzione della sottile fascia di terra che divideva l'Alimini
Grande dallo stesso mare. Inoltre secondo alcuni geologi, l'epoca
in cui i due bacini si sono formati, dovrebbe risalire al mesozoico.
Su questo strato si sono formate le due depressioni, e su queste
si sono accumulati strati di epoche successive (miocenico, pliocenico,
pleistocenico) che hanno addolcito le asperità del territorio.
Altre trasformazioni della crosta terrestre si sono avute nel pleistocene,
ciò ha portato al progressivo rilassamento dell'entroterra
verso il Mare Adriatico. Questa serie di elementi tettonici ha portato
all'attuale aspetto dei laghi. Essi sono le depressioni più
grandi fra quelli presenti, le uniche ricoperte di acqua.
Significative sono anche le trasformazioni avvenute
in epoca recente, ad opera dell'uomo: sono stati eseguiti i lavori
di bonifica e lo sbarramento lungo il canale "Lu Strittu",
voluto dall'Ente Irrigazione, che ha separato il lago Alimini Grande
dal Piccolo, per evitare che le acque di quest'ultimo fossero altamente
saline.
Più semplice è seguire la storia
dei passaggi di proprietà del territorio. Nel Medioevo, Federico
II assegnò, nel 1218, un terzo del lago al vescovo di Otranto
ed ai suoi successori, il resto al Duca di Corigliano. Quest'ultimo
lo passò al principe di Cassano, che a sua volta lo cedette
al principe di Muro; da questo passò al Barone Rossi, al
Barone Andrea de Rosa, ai Tamborino e infine al Demanio Marittimo.
Anche i rimanenti due terzi del lago furono assorbiti dal Demanio
Marittimo, che affidò le acque, in concessione con diritto
esclusivo di pesca, al signor Romeo Capraro.
I due bacini dei laghi Alimini si sviluppano lungo
la direttrice NNW-SSE e sono comunicanti tra loro tramite un canale
naturale detto "lu Strittu", lungo circa 1500 metri e
di larghezza variabile tra i 30 e 60 metri.
L'Alimini Grande ha l'asse maggiore di 2600 metri,
quello minore compreso tra i 300 e 800 metri; i fondali raggiungono
come massima profondità i 4 metri e la superficie complessiva
è di 130 ettari. Il lago ha una forma di triangolo: il vertice
a est collega il lago al mare; qui si trova il canale la "Foce"
lungo circa 150 metri, che è attraversato da due ponti. Il
più esterno è il Ponte Vecchio, a cinque arcate e
con saracinesche ermetiche che bloccano il collegamento tra il mare
e il lago. Più all'interno vi è il Ponte Nuovo, più
moderno, senza arcate, con sbarramenti non ermetici, ma con griglie
disposte a "nassa" che permettono ai pesci di entrare
e non di uscire.
L'altro vertice del triangolo volge a settentrione,
in una zona paludosa, caratterizzata da canneti. Qui il lago Alimini
Grande finisce ed inizia lo stagno di Traugnano a ridosso del quale
scorre il canale della sorgente Zudrea, che insieme ad altre è
una delle fonti di alimentazione del lago, oltre al mare e ad un
bacino imbrifero.
Il terzo vertice è rivolto a meridione
e sfocia nel canale "lu Strittu" che collega i due laghi.
Questo canale venne sbarrato da una piccola diga di cemento per
impedire alle acque salate dell'Alimini Grande di riversarsi nel
lago Fontanelle. Quindi lo scambio di acqua tra i due laghi avviene
solo quando si alza la marea.
Le acque dell'Alimini Grande hanno quasi la stessa
salinità del mare, grazie al continuo collegamento col mare,
fatta eccezione per alcune zone in cui vi sono sorgenti.
Il lago Alimini Piccolo ha la forma ellittica;
l'asse maggiore è lungo 2000 metri, quello minore è
di circa 400 metri, la profondità del fondale non supera
1,20 metri, le sponde sono basse e pianeggianti e la superficie
complessiva è di circa 105 ettari. Le acque che alimentano
il lago provengono dalla falda freatica, sita nelle rocce tufacee,
dal canale "Rio Grande", che ha origine nella serra della
vicina Montevergine e dalle numerose sorgenti poste sul fondo.
Il problema del lago è la tendenza di trasformarsi
in palude, in quanto non può ricevere le acque dal mare e
dalle sorgenti a causa della sedimentazione del fondale. Le acque
dell'Alimini Piccolo non sono altamente saline e il grado di salinità
dipende dalla stagione in quanto, in estate, aumenta sensibilmente
come conseguenza dell'evaporazione dell'acqua.
Il fondale di ambedue i laghi ha una composizione
vegetale: nel lago Fontanelle, il fondale si compone prevalentemente
di crostacei e di cladoceri. Il lago Alimini Grande, invece, ha
un fondale caratterizzato da molluschi.
A settentrione, la vegetazione palustre si divide
in tre fasce: quella più interna è ricoperta sempre
di acqua, fatta eccezione nei mesi tra giugno e settembre e la specie
caratteristica è un tipo di canna che può crescere
anche dove l'acqua è salata; la fascia intermedia è
ricoperta di acqua nel periodo autunno/inverno, la vegetazione è
molto fitta e la canna è rara. Particolarmente interessante
è la presenza del mirto. La terza fascia è quella
che si sviluppa sui terreni acquitrinosi che si ricoprono di acqua
solo nei periodi piovosi, la vegetazione è caratterizzata
dalla presenza delle graminacee.
La vegetazione dell'Alimini Piccolo è definita
da due fasce concentriche che delimitano tutto il lago.
A cura di Ester Portaluri
esterportaluri@otrantovacanze.com
Fonte: "Studio dell'ambiente naturale dei Laghi Alimini di
Otranto", Liceo Scientifico-Maglie, A.S. 1989-90-classe III,
sez.A.
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