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Politica
e società
Le fonti storiche non ci hanno tramandato molto
riguardo alla politica dei Messapi. Sappiamo della presenza di un
"basileus", sul modello greco. La società risulta
varia, composta da pastori e allevatori, agricoltori e pescatori,
artigiani e commercianti. E' documentata anche la presenza di una
classe sacerdotale le cui caratteristiche non sono puntualmente
descritte, anche se sappiamo che le offerte ai santuari dovevano
essere particolarmente lucrose.
L'acquisizione di tratti distintivi greci nell'emergente
aristocrazia messapica è confermata nel ritrovamento, presso
Cavallino, di una stele su cui è riprodotto un carro da combattimento
che testimonia l'addomesticamento e l'utilizzo del cavallo, animale
simbolo dell'aristocrazia greca.
Arte e cultura
I Messapi non furono mai sottomessi ai Greci eppure
subirono un progressivo processo di ellenizzazione in molti settori
della loro vita. Adottarono una scrittura basata sull'alfabeto greco,
usarono tombe a cumulo con dipinti e corredi e mutarono alcune tecniche
di costruzione greche. Ma, nonostante ciò, l'antica arte
delle ceramiche denota, insieme ad alcune trovate riguardo all'architettura
urbana, un'invidiabile creatività propria della civiltà
messapica.
La lingua messapica proveniva, secondo l'ipotesi
più accreditata, da un ceppo illirico che, per la sua trascrizione,
utilizzò, come si è già detto, l'alfabeto greco
privo della lettera "u". Dei Messapi ci sono rinvenute
alcune iscrizioni di grande importanza che sono tuttora all'attenzione
degli studiosi che non sono ancora riusciti decifrare. Un esempio
è dato dall'iscrizione rinvenuta nella Grotta Poesia lungo
la costa, presso la rotta fra Brindisi e Roca Vecchia.
L'erudizione dei Messapi nei campi scientifici
non è documentata ma le lezioni di urbanistica e tecniche
di costruzione, frutto anche dei contatti con la Grecia, sono intuibili
con facilità, grazie ai vari ritrovamenti. Sono attestate
anche non meglio descritte attività giuridiche. Riguardo
alle abitudini quotidiane, sappiamo da una rappresentazione in pietra
scoperta a Gnathia, che nella cena messapica (che costituiva un
pranzo completo) gli uomini mangiavano distesi, le donne e i bambini
seduti ad un basso tavolo, uso che risulta simile più alle
consuetudini etrusche che a quelle greche (in Grecia uomini e donne
non mangiavano mai insieme). Anche da ciò ci si può
rendere conto dell'importanza del ruolo della donna rispetto al
mondo greco e romano.
Culto e religione
Nelle Messapia, il culto più radicato fu
quello legato alla fertilità e ai cicli agrari, provato da
depositi votivi nei santuari situati fra lo spazio urbano e la campagna
dove sono stati trovati semi di frumento, fave carbonizzate e ossa
bruciate di piccoli maiali. A Vaste sono stati rinvenuti due luoghi
di culto: uno di origine arcaica e l'altro di matrice ellenica.
Demetra era una delle divinità più onorate, raffigurata
in terrecotte che la rappresentano come "megalartos" (dai
grandi pani). Le divinità femminili erano prevalenti, ma
non mancavano quella maschili come Zeus (affine a quello greco)
e Taothor Aras (corrispondente al nume tutelare romano).
I centri abitati
L'evoluzione dell'architettura urbana e domestica
messapica rivelano il superamento di una struttura tribale della
società che si organizza in una superficie di almeno 30 ettari,
presupponendo uno sfruttamento esteso ai territori circostanti e,
forse, una suddivisione in lotti della campagna. Durante la prima
età del ferro, gli insediamenti messapici sono sparsi e costituiti
da capanne che occupano una superficie di pochi ettari, circondati
da muretti di pietra a secco.
Nella seconda metà dell'VIII secolo a.C.,
il grande incremento demografico è attestato dall'infittirsi
degli abitati a villaggio sia nel litorale sia nell'entroterra della
penisola Salentina (Vaste, Muro Leccese, Cavallino). In questa mutata
realtà, Otranto diventa il centro di smistamento delle merci,
dalla costa verso l'interno. Fra i più importanti centri
messapici ci sono: Vaste, Otranto, Ugento, Roca Vecchia, Cavallino,
Rudiae, Ceglie, Alezio, Giurdignano, Giuggianello. A quanto pare,
le abitazioni si eressero in maniera disordinata, alternandosi a
superfici destinate a pascoli per il bestiame o a necropoli. Con
il passare del tempo, le abitazioni divennero a più ambienti
e cominciarono a raggrupparsi intorno a un cortile. Le fondazioni
erano costituite da blocchi squadrati. Negli abitati messapici il
centro della vita pubblica, economica e sociale era la piazza dove
si svolgeva il mercato; intorno al centro sorgevano officine e laboratori
di artigiani. Le strade, sin dal VI secolo, sembra fossero anche
pavimentate e a volte vi erano persino i marciapiedi. La sequenza
quasi ininterrotta di eventi bellici fra il IV e il III secolo a.C.
costrinse i Messapi a dotare le loro città di fortificazioni,
come presso Vaste ed Otranto, dove le mura erano caratterizzate
da un fossato contro terra.
A cura di Elio Paiano
eliopaiano@otrantovacanze.com
Fonte: Trekking nel Salento dei Messapi - Progetto educativo sperimentale pluridisciplinare
Scuola Polo Istituto Tecnico Commerciale Statale "A. Cezzi De Castro" - Maglie.
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