Un
viaggio interessante, per osservare e comprendere meglio il territorio,
è quello tra le strutture architettoniche che, forse più
di altre, sono rivelatrici delle necessità, dei ritmi e dei
modi di vita delle popolazioni del Salento fino a non molti anni
or sono: le Masserie. Nel Salento vi sono diverse tipologie di Masserie
ognuna delle quali rivela un'organizzazione familiare e produttiva,
le necessità difensive e altri aspetti che scopriremo durante
questo affascinante viaggio che inizia appunto dall'analisi delle
differenti tipologie che si riscontrano e che possono ricondursi
fondamentalmente a cinque: masserie organizzate sui resti di antichi
casali; masserie fortificate o torri-masserie; masserie con torri
colombaie; masserie con apiari; masserie ville o masserie casino.
MASSERIE
ORGANIZZATE SUI RESTI DI ANTICHI CASALI
Tra il IX e il X secolo i villaggi a casali costituivano
il sistema insediativo più diffuso in Terra d'Otranto. E'
l'epoca in cui la campagna prevale sulla città e la terra
rappresenta l'unica fonte di sostentamento. L'abitato a masserie
ha origine remota, molte masserie del XIII secolo erano di proprietà
di monasteri e chiese e molte si sviluppano sul sito dell' antico
casale, molto spesso turrito, di cui conserva il nome e l'impianto.
Dal punto di vista strutturale le masserie non presentano particolari
significativi che le possano differenziare da quelle di altre aree.
Per la maggior parte esse riflettono le tradizionali attività
agricole incentrate prevalentemente sulla pastorizia, cerealicoltura
e sulla olivicoltura. Si tratta comunemente di masserie di media
e piccola estensione con terreni di pertinenza che raramente superano
i 500 ettari. In questa tipologia di masseria rientrano le seguenti
costruzioni del Salento: Afra, Agnano, Alligno, Anfiano, Apigliano,
Aurio, Bagnara, Calone, Carignano, Cerrate, Cesine, Colomito, Crocifisso,
Erchie, Francavilla, Gelsorizzo, Gesuini, Miggianello, Morice, Mullone,
Ogliastro, Padulano, Pasulo, Petrore, Piscopio, Quattromacine, Ruggiano,
S. Angelo de Tremite, S. Barbara, S. Ligorio, S. Maria di Stigliano,
S. Nicola di Macigno, Sancti Petri in Lama, Segine o Cesine, Sombrino,
Specchia Rosa, Tabelle, Tafagnano, Torre Pinta, Tramacere, Vanze.
MASSERIE
FORTIFICATE O TORRI-MASSERIE
La
penisola salentina, così protesa verso il mare, è
sempre stata esposta alle dominazioni e agli assalitori; in un clima
di tanta insicurezza, ma con l'accresciuto interesse per la campagna,
l'habitat rurale subì profonde trasformazioni. Complessi
masserizi furono dotati di un edificio turriforme atto all'avvistamento
e alla difesa. Con la loro massiccia mole, gli edifici turriformi
incidono marcatamente sul disegno del paesaggio agrario e ne impreziosiscono
il profilo con gli elementi architettonici e con i motivi decorativi.
Perduta la loro funzione originaria, gli edifici
turriformi facenti parte delle masserie sono stati per la maggior
parte abbandonati o utilizzati come deposito di attrezzi agricoli.
Se ne possono contare oltre duecento nelle campagne del Salento
leccese.
MASSERIA A TORRE:
dal punto di vista tipologico questo tipo di masseria è costituito
da un fabbricato elementare, formato da due unità edilizie:
la torre che localizza l'abitazione del massaro e una costruzione
annessa, a piano terra, di un solo vano, riservata ad usi aziendali.
Questi due elementi sono circondati da un recinto di tre metri,
con la parte superiore aggettante verso l'esterno. Spesso nel recinto
è incluso un giardino con alberi da frutta e un piccolo spazio
utilizzato per la sosta degli ovini dopo il pascolo.
L'edificio-torre ha, spesso, due piani. Il collegamento
tra i due piani era assicurato da una scala a pioli passante attraverso
una botola tagliata nella centina della volta; tirando la scala
al piano superiore si toglieva, ad eventuali assalitori, la possibilità
di raggiungere il piano superiore. Altre volte il collegamento tra
i vari livelli della torre risulta realizzato mediante una scala
in muratura ricavata nello spessore delle muraglie perimetrali.
In questo caso il pianerottolo sommitale della scala è interrotto
da una botola dove è sistemato un ponte levatoio, che in
caso di pericolo poteva essere tirata verso l'ingresso al piano
superiore, impedendo qualsiasi tentativo di accesso all'abitazione.
Con le modifiche apportate in epoche più recenti sono scomparsi
i ponti levatoi esterni.
La torre si innalza agile o tozza sino a raggiungere
l'altezza di 15-16 metri. In genere, un cordone marcapiano individua,
all'esterno, la suddivisione dei piani, mentre il parapetto del
terrazzo è quasi sempre aggettante ed è spesso sottolineato
da eleganti motivi ad archetti e beccatelli.
MASSERIA A CORTE CHIUSA:
l'edificio a torre si sposta dal centro del recinto su uno dei lati
del recinto stesso; al piano terra, un vano carraio mette in comunicazione
la campagna con la corte. Il
complesso edilizio è caratterizzato sempre da un elemento
più alto, la torre, dove al piano superiore è sistemata
l'abitazione del massaro, a cui si accede tramite una scala che
ha l'accesso dalla corte o dal vano carraio. Intorno alla corte
si dispongono i rustici, i magazzini, le stalle, i fienili, le capanne
e gli ovili. In questo caso la difesa è affidata alle caditoie
che possono sovrastare la porta d'ingresso alla scala o possono
difendere l'ingresso del vano carraio. In questa tipologia rientrano
le masserie: Alari,
Alcaini, Annibale, Ascanio, Auletta, Barba, Barone Vecchio, Baroni,
Barrera, Bascuccio, Bella Nova, Borgin, Brusca, Cacari Piccoli,
Calavaggi, Candido, Carneo, Carignano Piccola, Carrozzina, Casarana,
Cascinai, Case Bianche, Castelli Arene, Cataluccio, Cesine, Ciccarese,
Cippano, Coccaro, Colaviva, Colombo Console, Corallo, Corsari, Cristo,
Del Feudo, Don Cesare, Donna Menga, Donna Rosa, Duca, Epifani, Fano,
Favarella, Foderà, Ghietta, Giammarino, Giampaolo, Giudice
Giorgio, Giurana, Grande, Grotta, Incisoli, Itri, Lanzi, Li Quarti,
Lucerano, Macurano, Mammalie, Bancarella, Mariani, Mele, Mendole,
Mangiò, Monicelli, Montisani, Mosca, Morì, Muscio,
Nova, Nucci, Nuova, Ottava grande, Orte, Padulano di Sotto, Paladini
Piccoli, Pali, Pantalei, Pettolecchia, Piccinna, Pisanelli, Porcaccini,
Provenzali, Rauccio, Reca, Remanda, Rodogaleta, Romatelle, Ronzi,
Rene, Rossina, S. Basilio, S.Elia, S. Giovanni Monicantonio, S.Gregorio,
Sambiasi, Santoni, Santu Lasi, Sbotta, Scalfo, Sciogli, Specchia
Mezzana, Stanze, Susciu, Tabacco, Termite, Torcito, Trapanà,
Tappeto, Trepietre, Torre, Tunna, Torre Cumirri, Torre D'Ospina,
Torre Del Doganiere, Torre Pinta, Torre Ruggeri, Torre Schiava,
Vecchia, Visciglito, Vittorio, Volpi, Zanzara, Zundrano.
Continua
>>
Ester Portaluri
esterportaluri@otrantovacanze.com
|