La
rete ferroviaria secondaria della Penisola Salentina, costituita
il 1° luglio 1931, rappresenta l'organico raggruppamento di
alcune linee già esercitate dalla Società per le Ferrovie
Salentine (km 276,709) e dalla Società per le Ferrovie Sussidiate
(km 114,738), integrate da due tronchi esercitati dalla Ferrovie
dello Stato (km 82,049), tutte a scartamento normale.
La rete ferroviaria attraversa le quattro province
meridionali della Puglia, collegando fra loro i capoluoghi di Bari,
Taranto e Lecce, nonché 85 Comuni, per una superficie complessiva
di 4.600 kmq ed una popolazione residente al 31 dicembre 1931 di
945.122 abitanti.
Con
legge 25 aprile 1932, n. 459 (conversione di un RDL del 22 ottobre
1931 riguardante la concessione delle linee), l'esercizio della
rete ferroviaria così costituita viene concessa alla Società
per le Ferrovie del Sud-Est. La rete, suddivisa in sette linee tutte
fra loro a contatto, è ammessa ai Servizi Cumulativi Italiano
e Internazionale attraverso le 4 stazioni comuni con le F.S. di
Bari Centrale, Taranto Centrale, Francavilla Fontana (BR) e Lecce:
- Bari
F.S. - Taranto F.S. (con diramazione Mungivacca - Casamassima -
Putignano)
km. 155,987
- Martina Franca - Lecce F.S.
km. 102,582
- Novoli - Gagliano Leuca
km. 74,175
- Casarano - Gallipoli
km. 22,003
- Lecce F.S. - Gallipoli
km. 53,977
- Zollino - Gagliano
km. 46,501
- Maglie - Otranto
km. 18,271
Alla
presidenza della Società viene chiamato il marchese dr. Carlo
Bombrini, il quale si trova a dover risolvere subito alcuni importanti
ed urgenti problemi di funzionalità poiché le linee
che compongono la nuova rete unificata sono state costruite in un
arco di tempo di oltre 60 anni che va dal 1868 (tratto Lecce - Zollino
- Maglie) al 1931 (tratta Martina - Taranto), seguendo criteri adeguati
alle sole necessità locali per alcune, mentre per altre,
ad esempio quelle già appartenute alla rete F.S., sono stati
adottati criteri più ampi in considerazione dell'uso nazionale
cui erano destinate.
La
nuova Società, pertanto, dopo aver provveduto all'unificazione
delle tariffe, dà inizio ad un vasto programma di investimenti.
Vengono
inoltre costruiti 8 depositi per locomotive e materiale rotabile
viaggiatori a Putignano, Martina Franca, Taranto, Francavilla F.,
Maglie, Gallipoli, Gagliano Leuca e Otranto e si procede, con urgente
priorità, alla protezione di 22 passaggi a livello.
Per
ottemperare agli obblighi stabiliti nell'ambito della concessione,
nel 1937 vengono acquistate 2 locomotive a vapore, 18 carrozze a
carrelli e 2 bagagliai, anche in considerazione dell'accresciuta
domanda di trasporto che alla fine di quello stesso anno supera
il milione e mezzo di viaggiatori. In previsione dell'incremento
del traffico, l'attenzione dell'Azienda si rivolge alla trazione
Diesel, che all'estero ha già raggiunto un notevole sviluppo.
Nel 1939 sono in costruzione, presso l'Officina Meccanica della
Stanga di Padova, 6 automotrici Diesel meccaniche a carrelli, realizzate
su licenza tedesca MAN.
Allo
scoppio della Seconda Guerra Mondiale le Ferrovie del Sud-Est sono
pronte a sostenere l'urto della massa di uomini, merci e mezzi che
si riversano su di esse e durante tutto il periodo bellico, nonostante
le difficoltà di approvvigionamento sempre crescenti, il
servizio non subisce interruzioni, anzi assicura particolarmente
i collegamenti ferroviari fra Bari e Lecce, via Martina - Francavilla
F., di cui si valgono le stesse Ferrovie dello Stato per trasporti
militari e civili, stante l'impegno militare della linea adriatica
Bari - Brindisi - Lecce. Negli anni dal 1940 al 1943 vengono trasportati
complessivamente 15.142.296 viaggiatori, di cui oltre mezzo milione
di soldati; nello stesso periodo vengono trasportate merci per oltre
3,6 milioni di tonnellate.
Malgrado
le drastiche limitazioni nel consumo di combustibile, il servizio
si eleva di intensità. Con l'apertura del fronte greco-albanese,
i trasporti militari verso i porti di imbarco di Taranto e Brindisi
raggiungono particolare rilievo e la ferrovia deve assolvere impegni
assolutamente eccezionali, perché le composizioni dei treni
devono essere addirittura quadruplicate e sulle linee sociali, armate
nella maggior parte con armamento leggero e con curve sino ad un
raggio minimo di 200 metri, vengono impiegate locomotive a vapore
dei gruppi 740, 625 e 880 noleggiate dalla F.S..
In
questo periodo si rende necessaria, a causa del continuo aumento
di traffico nella stazione di Bari Centrale che rende sempre più
difficoltoso il ricevimento di treni sociali, la trasformazione
in stazione del vecchio "posto di movimento" di Bari Garage,
che assume così l'attuale denominazione di Bari Sud-Est.
Si presenta subito l'esigenza di importanti lavori al piazzale di
questa stazioncina ed a tal fine vengono anche espropriati 10.000
mq. di terreno circostante.
Alla
fine del conflitto, il materiale rotabile risulta in gran parte
distrutto o inutilizzabile e tutti gli armamenti gravemente danneggiati.
per rompere l'isolamento in cui vengono a trovarsi numerosi centri
della Puglia giunge provvidenziale, nel 1945, la speciale concessione,
da parte del Comando militare alleato di Bari, di gestire 117 autocarri
militari Ford e Dodge mentre, nel 1946, dalle Officine Sociali vengono
costruiti dei veicoli ad un solo asse rimorchiati da trattori. Con
questi mezzi di fortuna, ammessi a circolare dopo notevoli difficoltà,
le Ferrovie Sud-Est ripristinano i collegamenti nella Penisola Salentina
trasportando viaggiatori e generi di prima necessità.
Gli
anni subito dopo il conflitto vedono riprendere, con entusiasmo
e voglia di ricostruire dalle macerie, quei lavori sospesi allo
scoppio della guerra.
Viene
portata a termine la nuova Officina di Lecce, si ampliano le stazioni
di Triggiano, Capurso, Adelfia, Putignano, Noci e Casamassima, il
cui traffico è in continuo aumento. In questo periodo viene
ultimato l'impianto degli apparati centrali a filo nelle stazioni
della linea Mungivacca-Casamassima-Putignano (escluse le stazioni
capotronco) mentre la rete delle telecomunicazioni viene potenziata
con un nuovo circuito telegrafico diretto fra Putignano e Martina
Franca.
Nel
dicembre del 1947 le Officine Breda consegnano 12 carrozze a carrelli
dello stesso tipo di quelle già in uso dal 1937: ciò
permette di demolire 17 vecchie vetture a due assi. Il treno inaugurale
per l'immissione in servizio di queste nuove carrozze si tiene il
12 gennaio 1948. Frattanto, con 4 serie di carrelli e telai di automotrici
Diesel MAN, distrutte per fatto bellico ed ottenute dalla Ferrovia
Benevento-Cancello in permuta di una locomotiva a vapore e due vetture
a due assi ricostruite, si inizia - presso le Officine Reggiane
e le Officine Stanga - la ricostruzione di quattro automotrici diesel
di tipo similare a quelle già in servizio, che nel 1951 vanno
ad incrementare il parco sociale.
Il parco di dieci automotrici pone nuovi problemi di
manutenzione e riparazione con caratteristiche proprie: viene perciò
ampliata la rimessa vetture della ex Ferrovia Bari-Locorotondo,
a Bari Sud-Est, trasformandola in un unico ambiente da 15 metri
di luce e 70 metri di lunghezza, con copertura a volta, dotato di
carro ponte da 5 tonnellate, in servizio nel reparto riparazione
motori, di banco prova per pompe di iniezioni e di apposito banco
prova motori.
Per migliorare il più possibile la marcia dei
treni, si procede in via sperimentale alla saldatura delle rotaie
con il sistema alluminotermico, sul tratto di circa 62 km fra Lecce
e Francavilla F.. Prima di passare alla fase esecutiva sono dettagliatamente
studiate le modalità di esecuzione, anche in relazione allo
stato di conservazione delle rotaie ed in considerazione del tipo
di attacco (diretto) e del numero delle caviglie in opera è
ritenuto opportuno limitare la saldatura a due campate per volta,
pervenendo così alla lunghezza di m. 24 per campata.
Il materiale merci, infine, viene dotato di apparecchiature
per freno continuo Breda e Westinghouse e di organi di trazione
rinforzati; tetti metallici sostituiscono, per i carri coperti idonei
al servizio internazionale e per le vetture a carrelli, quelli in
legno e tela.
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