Gli Angioini, ma soprattutto gli Aragonesi prima
ed i vari governi vicereali poi, crearono una rete completa di fortificazioni,
gli esempi più significativi sono nelle province di Brindisi,
Lecce e Taranto, grosso modo l'antica Terra d'Otranto.
Brindisi.
Il Castello di Brindisi, riedificato dai Normanni,
vide l'interesse di Federico II. Il porto da cui partivano le crociate
fu difeso da questo maniero, il cui nucleo più antico, di
forma trapezoidale, difendeva il seno di levante del porto. quello
che oggi vediamo fu poi riadattato (1425) dagli Aragonesi che lo
ingrandirono ricavandone dei sotterranei dai fossati. Al di sopra
di essi, sorretti da imponenti volte, dei cortili rettangolari separano
il castello svevo da quello aragonese. Interamente aragonese è
invece il castello alfonsino che sorge sull'Isola di Sant'Andrea.
Alfonso I d'Aragona vi costruì, infatti, una rocca quadrangolare
in carparo rossastro, da cui il nome di "Castel Rosso".
Con il suo torrione poligonale, il rivellino ed il caratteristico
porto interno è uno dei più bei "castelli sul
mare" di Puglia.
Taranto.
Altro magnifico esempio di tale tipologia è
Castel Sant'Angelo. Un maniero che galleggia sul mare, sorveglia
il mar grande ed il canale d'ingresso al mar piccolo di Taranto.
Oggi, i quattro torrioni (il quinto fu distrutto nel 1883 per fare
posto al canale ed al ponte girevole) racchiudono con possenti cortine
il cortile interno. Pensato da Francesco di Giorgio Martini e Ciro
Ciri all'indomani della liberazione di Otranto, con le sue torri
dai bei beccatelli e le cannoniere, ancora oggi sembra, con esse,
voler difendere i fossati e la città. I due ingressi, uno
sul mare e l'altro che si volge verso piazza municipio ricordano
le due anime di Taranto, l'una che guarda il mare, l'altra il fertile
entroterra. Secondo la tradizione qui si sposarono Ladislao di Durazzo
e Maria d'Enghien, attualmente ospita il comando della Marina Militare.
Lecce.
Carlo V volle che il regio architetto militare
Gian Giacomo dell'Acaya adeguasse il castello di Lecce alle nuove
esigenze difensive dettate dalla armi da fuoco. Nacque così
questo poderoso maniero in forma di trapezio irregolare con quegli
enormi spuntoni agli angoli. L'originario ampio fossato venne colmato
nel 1870, oggi, le sue splendide sale sono state restaurate, è
così possibile ammirare il poderoso mastio angioino dalle
belle e raffinate volte.
Copertino.
Con la sua pianta trapezoidale ed i suoi quattro
torrioni angolari, domina Copertino e la campagna circostante. Novanta
cannoniere sembrano, ancora adesso, pronte a tuonare. Severo, funzionale
ed austero, mostra tutta l'eleganza e la grandezza dei Granai-Castriota
nel portale, finemente istoriato e decorato che conserva le effigi
di Carlo V, Caterina e Tristano Chiaromonte ed alcuni dei Castriota.
All'interno l'antico mastio angioino svetta al di sopra delle cortine.
Oggi, si appresta ad ospitare le armi dei Farnese, una delle collezioni
più importanti d'Italia.
Gallipoli.
Con il suo rivellino, separato dalla terraferma
da un canale e poi riunito ad essa da un ponte, il castello di Gallipoli
si specchia nel seno del Canneto. Rivisto da Francesco di Giorgio
Martini, che con il rivellino lo trasformò da quadrangolare
in un pentagono, fu utilizzato dai Veneziani e poi terminato dagli
Spagnoli dopo la battaglia di Lepanto.
Otranto.
Il Castello di Otranto, circondato da un ampio
fossato si rivolge con l'ingresso alla città e con un grande
spuntone al mare. Con le sue torri circolari, la maestosa torre
aragonese e le sue mura quasi intatte è uno dei più
belli di Puglia. Famoso nel mondo per essere stato il primo castello
infestato da fantasmi (nel romanzo di Horace Walpole) solare e tondeggiante
com'è, appare lontanissimo dalle atmosfere gotiche. Ricorda
il tragico assedio di Otranto in cui i Turchi trucidarono gli ottocento
martiri hydruntini, ma all'indomani della liberazione fu ricostruito
dal geniale Francesco di Giorgio Martini assieme a Ciro Ciri. Le
sue sale interne mostrano affreschi ed un vero capolavoro architettonico:
la sala triangolare con la volta dai conci a spina di pesce a forma
di chiglia di nave. È uno dei luoghi più frequentati
dal turismo congressuale e culturale.
Continua
>>
Elio Paiano
eliopaiano@otrantovacanze.com
|