Dal
14 settembre 2002 trenta Comuni possono fregiarsi del marchio dei
"Borghi più belli d'Italia" e Otranto è
tra questi.
Dopo le cinque vele della guida blu di Legambiente
e Touring Club, assegnate ad Otranto durante l'estate appena trascorsa;
dopo la trasmissione televisiva in prima serata, "Notte Mediterranea",
incastonata tra le mura della Città, che ha portato ad Otranto
numerosi artisti, volti e nomi notissimi, dello spettacolo e della
moda, gli Idruntini si stanno ormai abituando ad essere sempre più
sulla ribalta nazionale. Questa notizia non è considerata
più una notizia; "Era lapalissiano, lo sapevamo tutti"
si sente dire, e ancora "...e se ne accorgono solo ora?",
non senza una punta di campanilismo che da queste parti è
sempre latente.
Il risultato però è di quelli importanti
e, come accade spesso in questi casi, si parla già di "modello
Idruntino" che è un mix di ambiente incontaminato, servizi
di qualità, un occhio attento ad uno sviluppo turistico sostenibile
e, non da ultimo, ricchezze culturali, storiche e gastronomiche
che non anno nulla da invidiare a luoghi dai nomi più altisonanti.
Ma di cosa si tratta questa volta?
Il prestigioso riconoscimento, assegnato da una
commissione di esperti nominata dall'Anci, promotore dell'iniziativa,
premia i borghi di Apricale (IM), Compiano (PR), Vigoleno (Comune
di Vernasca, PC), Dozza (BO), Montefiore Conca (RN), Orta San Giulio
(NO), Vipiteno (BZ), Chiusa (BZ), Poffabro (Comune di Frisanco,
PN), Asolo (TV), Arquà Petrarca (PD), Castellaro Lagusello
(Comune di Monzambano, MN), Poppi (AR), Castiglione del Lago (PG),
Paciano (PG), Bevagna (PG), Collalto Sabino (RI), Castel di Tora
(RI), Sperlonga (LT), San Ginesio (MC), Visso (MC), Moresco (AP),
Castelmezzano (PZ), Otranto (LE), Morano Calabro (CS), Scilla (RC),
il Ricetto di Candelo (BL), i centri storici di Venosa (PZ), di
Acerenza (PZ) e di Cisternino (BR).
L'inserimento
di questi Comuni nel Club dei "Borghi più belli"
è stato ufficializzato il 14 settembre a Castiglione del
Lago con la consegna del marchio ai sindaci. In quell'occasione
si è tenuta anche l'Assemblea dei Comuni promotori, una sorta
di "parlamentino" del Club che ha il compito di dare concreto
avvio all'iniziativa dell'Anci. Oltre ai 54 promotori, la cui classificazione
dovrebbe essere completata entro l'autunno, sono circa 300 i piccoli
Comuni le cui candidature dovranno essere verificate dalla commissione
scientifica ai fini dell'inserimento nel Club, sulla base dei parametri
indicati nella "Carta di Qualità".
Le
condizioni preliminari da soddisfare, da parte dei Comuni, sono
la compattezza e l'omogeneità del tessuto edilizio - ossia
una qualità urbanistica e architettonica certificata dalla
Sovrintendenza alle Belle Arti - e il carattere di "borgo",
vale a dire una popolazione residente nel centro storico inferiore
ai duemila abitanti (e non superiore ai quindicimila per l'intero
Comune, comprese le frazioni). Vengono inoltre esaminate, grazie
a un colloquio con il sindaco, la volontà e la capacità
dell'amministrazione comunale di tutelare, valorizzare e promuovere
nei fatti il patrimonio culturale di cui dispone.
Gli
elementi che i periti considerano nel corso di una visita dettagliata
del Comune vanno dall'assenza di interventi edilizi estranei alle
caratteristiche originarie del borgo alla bellezza dell'ambiente
circostante, dall'omogeneità dei materiali con cui sono costruiti
tetti e facciate alla chiusura del centro storico alla circolazione
automobilistica, dall'illuminazione pubblica all'organizzazione
di eventi originali e di qualità. Naturalmente tutti questi
elementi sono rapportati alla situazione specifica del Comune, di
cui si apprezza la volontà di miglioramento, la capacità
amministrativa, il desiderio di andare nella giusta direzione, cioè
il tentativo di conciliare tutela e sviluppo del borgo. In tal caso
si dà credito al Comune, pure in mancanza del raggiungimento
di tutti gli standard richiesti.
Il
Comune classificato viene dotato del pannello standardizzato con
il logo dei "Borghi più belli" che verrà
apposto agli ingressi del borgo. Potrà poi utilizzare il
marchio su tutti i propri documenti ufficiali e partecipare alle
iniziative del Club che comprendono, oltre alla pubblicistica e
alla comunicazione (guida e carta turistica, rivista trimestrale,
CD-ROM, portale Internet ecc.), anche la creazione di una linea
specifica di prodotti enogastronomici e artigianali dei Borghi da
diffondere tramite l'e-commerce.
Si
tratta, in pratica, di una sorta di censimento della bellezza residua
del nostro Paese, di un catalogo di ciò che si è salvato
dalla devastazione degli ultimi trent'anni quando, come conseguenza
del cattivo gusto indotto dal benessere, forme e materiali dell'edilizia
popolare (infissi in anticorodal, cemento, sopraelevazioni, restauri
sommari, aggiunte edilizie ecc.) si sono introdotte nel cuore di
centri storici che erano rimasti immutati, o quasi, per secoli.
I
54 Comuni promotori sono stati individuati tenendo presente l'esigenza
di accostare l'esperienza e le "buone pratiche" dei Comuni
a più spiccata vocazione turistica al desiderio di notorietà
di luoghi belli ma poco valorizzati. Se si scorre l'elenco dei 54,
si nota come accanto a nomi di richiamo internazionale, vi siano
paesini poco o nulla conosciuti ma dall'indubbio fascino e perciò
meritevoli di essere scoperti.
I
borghi classificati vengono tenuti sotto controllo perché
in caso di diminuzione della qualità potranno essere esclusi
dall'associazione.
Il
senso poetico di un luogo sta nella sua capacità di accendere
illusioni, ad es. quella di vivere in un altro tempo, in un Medioevo
arcigno o in un incanto di pietre adagiate su un lago, comunque
non nell'infinito presente governato dalla volgarità e dalla
massificazione consumistica. I borghi hanno quindi già i
loro estimatori che inorridiscono alla vista di infissi, pavimentazioni,
colori delle facciate, insegne, illuminazioni estranee alle caratteristiche
originarie, così come inorridiscono davanti alla cattiva
accoglienza, al cibo scadente, all'incapacità amministrativa.
L'iniziativa
dell'Anci è stata apprezzata perché attraverso la
rete si mette in condizione anche il Comune con minori disponibilità
finanziare di promuoversi e svolgere un ruolo importante. Il Club
si ispira alla rete dei Plus Beaux Villages de France che è
in grado di portare annualmente, nei 142 Comuni classificati, quasi
12 milioni di turisti. Il circuito dei Borghi più belli d'Italia
ha l'ambizione di diventare, come in Francia, una delle principali
destinazioni turistiche del Paese, favorendo quello che i sociologi
chiamano il "turismo di prossimità", attento alla
cultura dei luoghi come risorsa fondamentale. In tal senso è
già in programma, nell'ottobre 2002, un incontro a Gordes,
in Francia, con il Bureau national des Plus Beaux Villages de France,
al fine di costituire, entro il 2003, la Fédération
Internationale des Plus Beaux Villages. Oltre a Francia e Italia,
dispongono di un circuito dei villaggi più belli anche Belgio,
Austria, Germania, Spagna, Gran Bretagna, Canada.
Tra
le iniziative del Club vi è quella di avviare le procedure
per la certificazione ambientale di qualità per ogni Comune
classificato, nonché di sollecitare a Enel e a Telecom la
rimozione dei fili aerei che deturpano la bellezza dei piccoli centri
storici. Il Club ha anche avviato i contatti con l'Unesco per far
dichiarare l'intera rete dei borghi italiani più belli -
non appena sarà ultimata - "patrimonio culturale dell'Umanità".
Il 26 settembre a Levanto (SP) il Consiglio direttivo del Club ha
incontrato i presidenti di Cittaslow e delle Città del Vino
per mettere a punto una strategia comune al fine di valorizzare
quanto di meglio il nostro Paese può offrire al mondo sotto
il profilo artistico, culturale, enogastronomico e delle tradizioni
locali.
La
rete dei Borghi, infatti, non è stata pensata per aggiungere
un'ulteriore forma di promozione al già vasto panorama dell'offerta
turistica nazionale ma per aumentare il valore - già di per
sé enorme - di questi piccoli luoghi affascinanti attraverso
le "buone pratiche" dell'amministrazione. Il marchio di
qualità, dunque, non è un fine per il Comune ma un
mezzo attraverso il quale esso può diffondere un'immagine
positiva di sé, con tutto ciò che questo comporta
in termini di ricaduta turistica, occupazionale, ambientale, capacità
di attrazione culturale e miglioramento delle condizioni di vita
dei propri abitanti. In tal senso il progetto dell'Anci incrocia
l'iniziativa di Legambiente e Confcommercio per la tutela dei piccoli
e piccolissimi Comuni italiani.
Angelo Monteduro
angelomonteduro@otrantovacanze.com
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