Lo stile Barocco nasce nel 1630. La parola deriva da "barocco",
sillogismo medievale indicante un vocabolo composto artificialmente
e da "barrueco", termine spagnolo indicante una perla
dalla forma irregolare. Alla fine del '700 il termine viene usato
per la prima volta, in clima neoclassico, con significato negativo
e dispregiativo, indica infatti il bizzarro, la sovversione delle
regole classiche. Nel 1800 continua ad avere un significato negativo
e solo alla fine del secolo assume un significato positivo sotto
l'influsso delle teorie romantiche, rappresentando la reazione del
genio individuale contro il classicismo accademico degli ultimi
anni del Rinascimento. Nel 1900, Benedetto Croce ne dà, nuovamente,
un significato negativo intendendo con barocco una delle specie
del brutto e del non-poetico.
Tipica del Barocco è la visione di un universo
aperto e dinamico a differenza del Rinascimento che vedeva l'universo
chiuso e statico. La natura non è più considerata
qualcosa di immutabile e perfetto, riflesso dell'armonia divina
o qualcosa di terrificante da temere. Questo atteggiamento è
favorito dagli eventi principali del periodo: i viaggi di esplorazione
con la scoperta di un mondo più ampio e complesso, la colonizzazione
con l'estensione dei confini sociali e culturali, la ricerca scientifica
che porta alla ricerca sperimentale.
L'arte barocca, per la sua capacità di
colpire l'occhio con la ricchezza e la sovrabbondanza delle forme,
venne ben presto utilizzata come mezzo di persuasione. La chiesa
salentina la sfruttò come strumento didascalico, per attirare
l'attenzione dello spettatore, volendo suscitare in lui stupore
e meraviglia. L'arte barocca è basata sull'immaginazione,
intesa come la capacità di far apparire reale una cosa che
non lo è, come accade per le ricche composizioni di frutti
che in un'era di povertà pressochè assoluta dovevano
senz'altro colpire per la loro fastosità.
È nel Seicento che Lecce raggiunge l'acme di
quella parabola ascendente iniziata un secolo prima. I vescovi impongono
la loro supremazia sulla città con il rifacimento e il rinnovo
continuo della Cattedrale e delle più importanti chiese.
Viene modificata la Piazza del Duomo per volere del vescovo Pappacoda;
la Piazza del Mercato viene arricchita con la statua di S. Oronzo
sulla Colonna romana, secondo il progetto dello Zimbalo; si costruiscono
ancora nuove chiese: S. Chiara e del Carmine di Giuseppe Cino e
le chiese del Rosario e degli Agostiniani dello Zimbalo.
Nel Settecento continua a dominare la cultura
barocca. Gli architetti Mauro ed Emanuele Manieri portano modifiche
alle decorazioni e all'urbanistica; riaprono Piazza del Duomo e
costruiscono il palazzo Carafa.
Ma quella che è senza ombra di dubbio riconosciuta
come la maggiore espressione del barocco leccese è la Basilica
di Santa Croce; essa si deve a diversi artisti, Gabriele Riccardi,
Cesare Penna e Giuseppe Zimbalo.
Nel salento il barocco conobbe una delle sue massime
espressioni anche e soprattutto per merito della particolare versatilità
dei materiali con cui venivano eseguiti i monumenti e le opere d'arte.
Il materiale principe, infatti è la cosiddetta pietra leccese,
un tufo calcareo che si plasma agevolmente sotto gli strumenti e
i colpi esperti dei maestri scalpellini. A questa facilità
di lavorazione del materiale si contrappongono caratteristiche come
la scarsa aderenza delle malte, elevata igroscopicità e scarsa
resistenza agli agenti atmosferici, che rendono particolarmente
delicati i manufatti in pietra leccese.
Ma com'è possibile allora che questi capolavori
di architettura, realizzati con un materiale così friabile
e all'apparenza fragile, si siano conservati in uno stato pressochè
perfetto fino ad oggi? In realtà tutte le opere architettoniche,
appena ultimate, subivano un trattamento particolare: un bagno a
base di latte intero! La pietra leccese si lascia insospettabilmente
semi-lucidare proprio con l'impiego di latte intero; l'acido lattico,
ne chiude le porosità rendendola più compatta in superficie
e restistente alle intemperie.
Questo nuovo modo di vedere e pensare le cose
e le forme trasforma l'architettura in alcuni concetti fondamentali.
Lo spazio non è più un continuum uniforme, scandito
da elementi architettonici disposti regolarmente, ma è visto
come qualcosa di corporeo, modellabile, plasmabile sotto l'azione
di forze esterne. La visione assiale viene sostituita da più
visioni che provengono da direzioni diverse, mentre la visione statica
viene sostituita da quella dinamica, attraverso la fusione della
scultura e dell'architettura.
La mediazione tra spazio interno e spazio esterno,
tra la solidità della massa muraria e la fluidità
dello spazio atmosferico è una delle questioni basilari del
barocco, risolta attraverso l'uso di pareti curve (concave e convesse),
dei profili sinusoidali delle facciate e dei giochi di luce, grazie
alla sua capacità di creare effetti variabili, e di altri
accorgimenti che inseriscono l'oggetto architettonico nel contesto
urbano, divenendo arredo urbano. Anche la stessa natura, l'acqua
e il verde, diventano parte della creazione architettonica.
Le tipologie architettoniche sono più complesse
e dinamiche. Con le piante delle chiese si fanno i primi tentativi
di fusione degli schemi centralizzati e longitudinali, ottenendo
così la pianta centrale allungata e quella longitudinale
centralizzata.
Le trasformazioni architettoniche seguono l'evolversi
della società e, come accade per l'impatto dell'arte barocca
sull'architettura religiosa, così, al cambiamento della struttura
politica, sociale ed economica, corrisponde un nuovo concetto di
architettura civile in cui lo stile barocco non poteva non irrompere
provocando il declino delle residenze feudali, i castelli, e imponendo
un edificio sostitutivo, il palazzo.
L'aspetto del palazzo è inoltre fortemente
condizionato da fattori locali, quali il clima e lo stile di vita.
Proprio per questo nel Salento il palazzo è in blocco chiuso,
in quanto questa forma difende meglio dal sole, ha un cortile interno
ed il piano terra è adibito ai servizi, mentre il primo piano
(o piano nobile) ha le stanze principali, ed il secondo piano le
camere da letto.
Tutti questi caratteri dell'architettura barocca
sono però innestati sulle esistenti architetture cittadine,
per cui è più giusto parlare di città del barocco
e non di città barocche.
Ester Portaluri
esterportaluri@otrantovacanze.com
|