Il
vero tesoro della Cattedrale di Otranto è il pavimento
musivo.
Il committente normanno, Guglielmo il Malo (qui
chiamato Magnificus) decise, su sollecitazione dell'Arcivescovo
Gionata, di abbellire l'interno della cattedrale con un nuovo
mosaico pavimentale.
Sulle maestranze che eseguirono questo capolavoro
abbiamo la sola indicazione dell'iscrizione "PER DEXTERAM
PANTALEONIS", molti sostengono che si tratti di un monaco
del vicino monastero di San Nicola de Casulis.
Nell'opera si distinguono almeno tre grandi
aree: L'albero della vita
che va dalla navata centrale sino alle due laterali; il pavimento
musivo, che dal transetto fin sotto l'altare, riprende
tappeti e drappeggi orientali; le figure
disposte intorno all'antico altare circolare.
Navata centrale
L'albero occupa tutta la navata centrale fino
al transetto, è sorretto da due elefanti e termina con
Adamo ed Eva. Sulla destra degli elefanti vediamo i suonatori
d'olifante, sulla sinistra i lottatori. In alto, sempre a destra,
Alessandro Magno che sale al cielo tendendo le esche a due grifoni.
Tutto intorno numerose figure ispirate dal "Roman
d'Alexandre" la più interessante delle quali è
l'amazzone che caccia un cervo (sulla sinistra). Sopra di essa
un leone quadricorpore che schiaccia due serpenti. I due serpenti
partoriscono come descritto nel "Phisiologus": la vipera
femmina divora il maschio ed i cuccioli le divorano il ventre
per uscire.
Al di sopra, la costruzione della torre di Babele.
Viene poi la raffigurazione del diluvio universale con l'arca
di Noè, gli animali e la colomba col ramoscello d'ulivo.
Dal
transetto all'altare
Una
raffigurazione, che ha la forma di un tappeto orientale, mostra
nei tondi i mesi con i segni zodiacali.
- Gennaio
si presenta con pochi elementi: un uomo accanto al fuoco (Giano
in forma umana) ed il simbolo del Capricorno.
- Febbraio:
una donna cucina un maialino allo spiedo ed allontana una pentola,
un angioletto versa l'acqua da un acquaio - Acquario.
- Marzo:
vi si vede un uomo che raffigura lo spinario dolorante. Due
Pesci simboleggiano il segno, nessun accenno a Marte.
- Aprile:
si portano le greggi al pascolo, un Ariete simboleggia il segno.
- Maggio:
la primavera, una donna è seduta su di un trono in abiti
regali. Il Toro è in alto.
- Giugno:
la scena mostra la mietitura, i due Gemelli sono in alto a destra.
- Luglio:
un bello scorcio sugli attrezzi usati per separare il grano
dalla pula: due scope di paglia ed una correggia. Il granchio
(lat. Cancer) simboleggia il segno.
- Agosto:
un maldestro contadino raccoglie l'uva dalla vite con un coltello
ed inciampa in un secchio. Il Leone è in alto a destra.
- Settembre:
un contadino pigia l'uva. La Vergine è sulla destra,
vestita di bianco.
- Ottobre:
l'aratura dei campi, occorre dissodare attentamente il terreno.
La Bilancia campeggia sostenuta da una mano.
- Novembre:
vi è raffigurato un artigiano che ha appena terminato
di costruire un vaso e di riparare vari attrezzi: una grossa
ascia, un vomere, una pala; lo Scorpione è in alto.
- Dicembre:
caccia al cinghiale, come impone il Sagittario, che, a causa
dell'imprecisione dell'artista nel gestire proporzioni e prospettive,
sembra quasi colpire lo stesso cacciatore.
Dopo di essi si vede la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso,
Caino che uccide Abele e Re Artù col gatto di Losanna.
La
leggenda di Artù ed il Gatto di Losanna
Un
pescatore, vedendo lo scarso bottino dei giorni precedenti promise
al Cristo che avrebbe donato il primo pesce della giornata. Ne abboccò
uno enorme, che avrebbe garantito la sopravvivenza della sua famiglia
per molto tempo. A questo punto, fece marcia indietro e ripromise
il secondo pesce. Ne pescò un secondo, dieci volte più
grande del primo, già enorme.
Il pescatore, riflettendo disse: con il primo avrò
di che sfamare la mia famiglia per molto tempo, con il secondo diventerò
ricco, donerò il terzo. Fu così che pescò un
gattino.
Ancora una volta, il pescatore non mantenne la promessa
pensando: sono ricco, il gatto mi farà comodo per scacciare
i topi. Portò anche il gatto con sé che crebbe fino
a diventare enorme, divorando il pescatore e la sua famiglia.
L'animale prodigioso scappò, in seguito, sui
monti intorno a Losanna, terrorizzando gli abitanti del luogo con
continue scorrerie.
Da lì passò Re Artù che fu informato
dell'impossibilità di valicare i monti per la presenza del
felino. Il Re accettò la sfida ed ingaggiò una tremenda
battaglia. Non appena la belva fu ferita, dal suo sangue nacque
un giovane gigante che si pose al servizio di Artù ed entrò
per sempre a far parte della sua corte.
Segue
una seconda raffigurazione che ha la forma di un tappeto orientale.
Dall'alto vediamo i primi due tondi con la Regina
di Saba (l'iscrizione recita Regina Austri) ed accanto re Salomone.
Quest'ultimo era considerato, assieme a G. Crisostomo, uno dei compilatori
del Physiologus.
In sequenza gli altri tondi. La Sirena con, all'esterno
dello sferico, un suonatore d'olifante che annuncia un tondo con
un "grifone leonino alato" che preda un ariete. L'iscrizione
recita: P.A.S.C.A. (Pardus Alatus Sternit Cornutum Arietem) secondo
il Maroccia.
Al centro, il mosaicista si rivolge direttamente
ai cavalieri: un centauro caccia un cervo, il cacciatore è
stupito (come denota l'atteggiamento con la bocca aperta). L'animale
lo scruta con aria di rimprovero. È un chiaro riferimento
alla leggenda di S. Uberto, che, prima di diventare Santo, pensava
più a cacciare che a pregare ed incontrò un cervo
le cui sembianze celavano Gesù Cristo. È un "memento
mori" rivolto ai cavalieri.
Ai due lati Pantaleone e l'unicorno, poi un'antilope.
Al di sotto un dromedario, un elefante, un serpente unicorno che
divora un agnello, la pantera che caccia una lepre, l'orso ed il
bue. Tra di essi, fuori dai tondi, l'asino che suona l'arpa e la
scimmia che suona i piatti. Infine Adamo ed Eva tentati dal serpente
sulla cima dell'albero.
Le
figure intorno all'Altare Maggiore
Partendo
da destra, vengono raffigurati una serie di pescatori e marinai,
poco oltre due uomini a bordo di una barca indicano ad un terzo
un avvenimento eccezionale: un anziano con la barba consegna un
bastone a forma di Tau ad un giovane, essi si incontrano presso
due porte aperte. L'interpretazione non è ancora chiara.
Nella scena successiva un uomo nudo, a piedi, regge
un bastone, un altro, a cavallo e vestito gli è davanti;
un cinghiale ferito è azzannato da un cane, più avanti
una lince azzanna un maialino, nei pressi cani e lepri.
In basso vi è la sequenza (tratta dalla Bibbia)
di Giona che predice la distruzione di Ninive.
Una donna nuda con una lunghissima treccia ed
una sorta di cane unicorno, sono ulteriori figure il cui senso è
avvolto nel più fitto mistero.
In alto, un serpente piumato ed alato, che stritola
un cervo; Sansone che uccide il leone; una scimmia ed un babbuino
mangiano una mela, un cervo li osserva.
Un asino danzante con una mano ed un piede umani sembra
richiamare l'Asino d'Oro di Apuleio.
Tre figure, con un uomo che regge una coppa d'oro guardano
verso un punto del mosaico che oggi è distrutto.
Nella navata sinistra
un albero (l'albero del Bene e del Male) sorretto da un toro separa
gli eletti dai dannati. Tra gli eletti si riconoscono Abramo, Isacco
e Giacobbe; tra i dannati il ricco Epulone. Segue la raffigurazione
di una bilancia che pesa i peccati; i dannati cotti nei calderoni
e Satana con la corona in quanto re degli inferi.
Nella navata destra
un altro albero che termina con Atlante che regge il Mondo. Sulla
destra si notano la sfinge alata, l'arpia e Marvuacius che trafuga
l'Arca dell'Alleanza, sulla sinistra il leone che azzanna un serpente
mentre divora un caprone.
Elio
Paiano
eliopaiano@otrantovacanze.com
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