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Le Mappe Interattive del Salento by OtrantoVACANZE.com

 Guida ai Comuni del Salento: Maglie

Indice dei comuni
Ascolta l'audio guida di Maglie

   Non è possibile fissare la data di fondazione della città di Maglie in quanto non si hanno notizie sul sorgere della città.
   C'è chi sostiene che la città trae origine da una colonia greca, in quanto, non solo tutto il Salento è stato greco e in molte terre salentine si parla ancora oggi il greco, ma anche perché, a Maglie, i nomi di certi luoghi sono dei grecismi.
   C'è chi, invece, sostiene che Maglie sia stata fondata ad opera di colonie greco-bizantine immigrate nella provincia sotto il regno di Basilio I o II, o con maggiore probabilità mentre governava Leone VI. Infatti nell'uso del dialetto del paese ci sono ancora diverse voci greco-bizantine. Ma è anche possibile che l'origine di Maglie sia ancora più remota.
   Ci sono diverse ipotesi anche sulla data di fondazione e sull'origine del nome, Maglie. Il paese potrebbe essere sorto tra l'VIII e il IX secolo dopo Cristo oppure tra il IX e l'XI secolo. Il nome potrebbe derivare dal punico "Maglia" o dal latino "Macula" oppure dal greco "Mallea" e "Malienses".
   Gli abitanti di Maglie sono chiamati "passari" (passeri), a causa di un aneddoto di cui sono protagonisti. Si racconta che i contadini magliesi fossero tormentati da un'invasione di passeri che distruggeva i raccolti. Così decisero di costruire una barriera, fatta di rovi e rami secchi, sulla parte superiore dei muri di cinta dei loro campi. Ma, nonostante questo stratagemma, gli uccelli continuavano ad invadere le coltivazioni e i contadini, non riuscendo a darsi una spiegazione, seguitavano a parlare del problema dei passeri. Il nome "passari", quindi, è sinonimo di semplicioni.

Le vicende storiche
   Nel secolo XII, Maglie apparteneva ai Conti di Lecce. Nel 1190 venne donata dal re Tancredi ad Evangelista Lubelli, originario della Borgogna, che la tenne per circa quattrocentoventi anni.
   Nel 1608, la terra di Maglie passò dai Lubelli a Paolo Maresgallo, patrizio della città di Lecce. Ma ben presto, nel 1686, un'erede di questa famiglia, Paolo Geronimo, Cavaliere dell'Ordine di Calatrava, vendette alla propria moglie, il Casale di Maglie.
   Nel giro di circa quarant'anni la terra di Maglie passò nelle mani del Marchese di Arnesano Nicola Prato, erede di Geronimo, in quelle di Ascanio Filomarino, per giungere, alla fine, nel 1723, nelle mani di Francesco Capece dei Baroni di Barbarano. I Capace furono gli ultimi feudatari della terra di Maglie e per poco tempo, in quanto all'inizio del secolo furono abolite le leggi della feudalità.
   Grande benefattrice fu la Duchessa Francesca Capace, che diede la possibilità a molti giovani di avere un'istruzione umanistica gratuita. Molti anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1848, sorse il Ginnasio, intitolato a suo nome.

Le Chiese
CHIESA COLLEGIATA DI S. NICOLA (DUOMO)
   È situata in Via Roma e sorge sul terreno di una chiesa preesistente. La facciata, incompleta, presenta tre portali, sormontati da finestre, quella centrale è quadrilobata. La pianta è a croce latina, l'interno, costituito da tre campate, è diviso in tre navate da sei pilastri che sorreggono archi a tutto sesto. Gli altari sono undici; i più imponenti sono quello maggiore, in stile barocco, e quelli dei Santi Nicola e Oronzo.
   Nel braccio destro della Chiesa è posta la Cappella del S.S. Sacramento, il cui altare, in marmo, è stato costruito con le offerte del popolo. A sinistra dell'altare maggiore, si trova la Cappella del Sacro Cuore.
   Sia la navata di destra che quella di sinistra sono scandite da tre altari. Attaccato alla terza colonna di sinistra vi è il pergamo, in noce, con scaletta a ringhiera.
   Alle spalle dell'altare maggiore si estende il coro, anch'esso in noce, con ottanta stalli.
   Nel transetto, a sinistra, vi è l'ingresso alla sagrestia; al centro troneggiava una panca quadrata in noce, dove si conservavano i paramenti sacri e dove i sacerdoti si paravano per le celebrazioni, lungo i muri vi erano gli stipetti, dove si conservavano gli abiti corali. Dalla sagrestia si accede all'ufficio parrocchiale, mentre sopra di essa, una sala conteneva la Biblioteca Piccino, chiusa nella seconda metà del XIX secolo.
   Attaccato alla chiesa vi è il Campanile, alto 52 m, a cinque piani di cui i primi quattro a base quadrata e l'ultimo a base ottagonale, con coronamento a cupola. I piani sono scanditi da balaustre a colonne tornite.

CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE
   È ubicata in Via Roma. La facciata è in stile barocco, anche se molto semplice; termina, in alto, con un coronamento monocuspidale. Il portone d'ingresso è sormontato da una statua della Madonna e più in su, da una finestra rettangolare. All'interno vi è un solo altare, barocco, assai pesante. La volta e i muri laterali, limitati da cornici di pietra, sono dipinti.
   Il pavimento è in pietra di Trani. Imporatanti sono i quadri, in mosaico, della Via Crucis, l'armadio che racchiude i Cristo morto e il confessionale, entrambi in noce.
   Nella piazzetta antistante alla Chiesa sorge una colonna in pietra leccese, alta 15 m., a basamento quadrato, con quattro statue di Santi agli angoli, sormontata da una statua della Vergine.

CHIESA DEI SANTI COSMA E DAMIANO
   Si eleva in un piazzale, lungo la strada che porta a Lecce. Fu costruita tra il 1884 e il 1897, con offerte pubbliche. La facciata, sormontata da un timpano triangolare, presenta due coppie di lesene e un portone centrale sormontato anch'esso da un timpano triangolare. La pianta è ovale.

CHIESA DI SANTA MARIA DELLA SCALA
   Sorge al posto di una cappella del XVI secolo, attaccata all'Ospedale "Michela Tamborino".
   È in stile barocco. La facciata è piana, bipartita orizzontalmente: la parte inferiore presenta un portone d'ingresso e due finestre laterali, la parte superiore una grande finestra centrale; due ampie volute raccordano la parte superiore a quella inferiore. L'interno è diviso in tre navate, di cui la centrale è più alta. Imponenti gli altari dedicati alla Madonna della Scala e alla Vergine del Rosario.
   Sull'altare maggiore vi è la lapide della fondatrice del locale Ospedale.

CHIESA DEL SACRO CUORE
   È di recente costruzione, venne, infatti, consacrata nel 1959.
   In stile moderno, ad una sola navata. Oltre all'altare maggiore, in marmo, presenta numerosi altari laterali. Sul muro del coro si può notare un mosaico della Scuola Vaticana, rappresentante l'apparizione del Sacro Cuore a Santa Margherita.

CHIESA DELL'ADDOLORATA
   È stata costruita, nel 1725, al posto della precedente chiesetta rurale di S. Giovanni. Posta in fondo ad un viale, la facciata è rivolta a settentrione, mentre è chiaramente visibile il fianco sinistro della costruzione. Questo perché, un tempo, si accedeva da una stradina che partiva dal luogo dove oggi è l'ingresso alla Villa Tamborino.
   La facciata è suddivisa in due parti: quella inferiore è scandita da quattro lesene e presenta un portone d'ingresso e due finestre cieche laterali; la parte superiore, sormontata da un timpano triangolare spezzato, presenta una finestra centrale e due volute di raccordo alla parte inferiore. All'interno, ampie arcate, divise da colonne con capitelli ionici, contengono gli altari, tre a sinistra e due a destra; al posto dell'altare centrale di destra vi è l'imponente armadio in noce d'America, in cui è collocata la statua di Maria SS. Addolorata. Al di sotto, un altro armadio conserva la statua del Santo Sepolcro.
   Nel 1964, adiacente alla chiesa, è stato realizzato il Calvario. L'opera presenta un'edicola in pietra di Trani, costituita da un arco a tutto sesto che inquadra una vetrata, alle cui spalle, da un basamento si eleva un Croce in ferro battuto. Il Calvario è recintato da una balaustra in pietra di Trani, con al centro un cancelletto in ferro battuto.

CHIESA DELLA MADONNA DI COSTANTINOPOLI
   Fu costruita quando la vecchia chiesa dello stesso titolo fu abbattuta. I lavori terminarono nel 1893.
   La facciata è divisa, nella parte inferiore, in tre parti, da coppie di lesene, poste su delle basi. Presenta tre portoni d'ingresso: quello centrale è sormontato da una cornice triangolare, i due laterali sono sormontati da cornici lineari e da piccole finestre circolari. La parte superiore termina con un timpano curvo. All'interno, oltre all'altare maggiore, in marmo, vi sono altri sei altari laterali.
   Adiacente alla chiesa fu costruito il Convento dei Frati Cappuccini e il Campanile.

I ritrovamenti preistorici
DOLMEN CHIANCA
   È situato nell'omonimo fondo a cui si arriva percorrendo Via Poligarita, in direzione sud. Il dolmen è costituito da una predromos, di forma circolare, realizzata con muretti a secco, mentre la cella vera e propria è costituita da tre pilastri che sorreggono una lastra di copertura. Lo strato di pietra è annerito, in profondità, probabilmente per fuochi accesi durante i riti funebri. Il monumento può ospitare più defunti.

DOLMEN CANALI
   A 350 m. dal dolmen Chianca, in direzione ovest, nell'omonimo fondo. Lo si raggiunge percorrendo Via Poligarita, e poi Via Luci. Il dolmen ha forma rettangolare ed è preceduto, a ovest, da una predromos anch'essa rettangolare; il lato ovest della cella presenta un buco, probabilmente serviva per portare le offerte ai defunti. La cella è chiusa dall'alto da un residuo di lastra.

TOMBA MEGALITICA
   Si arriva percorrendo la SS. 459 Maglie-Gallipoli, al Km 1.; la cella, di forma rettangolare, è delimitata da lastroni, ma non era prevista copertura visto l'esile spessore dei pilastri.

DOLMEN MUNTARRUNE
   È situato a due metri e mezzo di distanza dalla Tomba Megalitica, verso nord. La cella è stata realizzata con cinque massi monolitici, che sorreggono una lastra di copertura.

PICCOLA SPECCHIA MEGALITICA
   Si arriva percorrendo Via S. Isidoro, in direzione Cutrofiano. Ha forma esagonale irregolare; la base è costituita da grossi massi su cui è posto un cumulo di pietre di medie dimensioni. Sia a sud che a ovest si nota una croce incisa su un masso. All'interno potrebbe esserci un dolmen con il defunto e i suoi corredi.

DOLMEN GROTTA
   È localizzato in località S. Sidero, a cui si giunge percorrendo Via Pagliarelle, in direzione Lecce.
La cella, di forma semi-circolare, è costituita da tre pilastri su cui poggia una lastra di copertura, di forma trapezio-romboidale.

DOLMEN PINO
   Si trova a pochi metri dal Dolmen Grotta. Due appoggi sorreggono la lastra di copertura, di forma pentagonale.

DOLMEN SPECCHIA
   A circa un Km. dalle tombe precedenti. La lastra di copertura, di forma circolare, viene sorretta da tre appoggi, di cui due sono monolitici. La cella è semicircolare e le dimensioni fanno pensare che poteva contenere più defunti.

DOLMEN CARAMAULI I
   Si trova sul confine di maglie con Cursi. La pianta è rettangolare; quattro appoggi, di cui uno monolitico, sostengono una lastra di copertura.

DOLMEN CARAMAULI II
   A circa 60 m. di distanza dal primo. Ha forma rettangolare; i lati nord-sud sono composti da più massi che sorreggono una piccola lastra di copertura; il lato ovest è chiuso da un muretto di pietre su cui poggia un'altra piccola lastra di copertura.

Ester Portaluri
esterportaluri@otrantovacanze.com

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