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Le Mappe Interattive del Salento by OtrantoVACANZE.com

 Guida ai Comuni del Salento: Gallipoli

Indice dei comuni
Ascolta l'audio guida di Gallipoli

   Le vicende storiche

   Il nome della Città deriva da "Kalé polis" che significa città bella.
   Secondo la tradizione, Gallipoli fu fondata dallo spartano Leucippo, ma è possibile che i primi insediamenti possano risalire alla preistoria, quando divenne un centro messapico.
   Fu una colonia romana dal 265 a.C., fu saccheggiata da Totila nel 542 e rimase bizantina per molto tempo.
   Nel 1071 cadde nelle mani dei normanni e successivamente fu dominata dagli svevi, angioini, aragonesi che lasciarono tracce nell'architettura e portarono ad incrementare i traffici del suo porto. Gallipoli divenne importante, in tutta l'Europa, soprattutto per il commercio dell'olio.
   La città si espanse: nel 1785, fu costruito il Borgo Nuovo, e nel 1773, venne realizzato un nuovo porto, proprio per sostenere la crescita dei traffici. Nel 1880 fu costruita la ferrovia e dopo l'Unità, la città fu sottoposta al piano di risanamento, che prevedeva la demolizione dell'antica porta di accesso alla città e della cinta muraria, al posto del quale furono realizzati viali panoramici.

Il borgo e la città antica

   Il borgo nuovo risale al '700-'800 ed è stato realizzato come una scacchiera, con strade ortogonali. Il corso Roma è la spina dorsale di questa espansione urbana, da cui si dirama il reticolo di strade. Questo asse mediano divide il nucleo in due settori, uno battuto dal vento di scirocco e uno dalla tramontana. Un ponte a sette arcate collega il borgo nuovo all'isola del primo insediamento.
   La città antica è divisa a metà da via Antonietta De Pace, da essa si dipartono numerose stradine, che, secondo la tradizione islamica, confluiscono le une nelle altre, creando complicati labirinti, incroci e corti senza uscita. In questo tessuto denso e compatto, gli spazi non sono scenografici, non esistono, infatti, piazze dove i monumenti appaiono di sorpresa percorrendo una strada.

Le chiese

LA CATTEDRALE
   Fu iniziata nel 1629, su disegni di Giovanni Bernardino Genuino e terminata nel 1696. La realizzazione del secondo ordine si deve a Giuseppe Zimbalo. La chiesa, dedicata a S. Agata, sorge nell'area occupata da una chiesa più antica. L'interno è a tre navate, divise da arcate e un fregio a metope e triglifi. Interessante è il coro, barocco, in noce fastosamente intagliato.

CHIESA DI S. DOMENICO (O DEL ROSARIO)
   Presenta una facciata convessa, con un doppio ordine di lesene che la scandisce. Finestre e nicchie di varie fogge la arricchiscono.

CHIESA DI S. FRANCESCO D'ASSISI
   Il prospetto è diviso in due ordini, con portale preceduto da un'ampia arcata. Caratteristico è il presepe in pietra leccese.

CHIESA DI S. MARIA DELLA PURITÀ
   Venne realizzata nella seconda metà del XVII secolo dalla corporazione degli scaricatori di porto. La facciata è molto semplice, decorata solo con un trittico in maiolica. L'interno presenta numerosissime tele del settecento che occupano interamente le pareti, ornate con festoni in stucco e intagli di legno. Il pavimento è del settecento ed è di ceramica con medaglioni che raffigurano fiori e cesti di frutta.

I monumenti

IL CASTELLO
   Fu realizzato nel XVI secolo da Francesco di Giorgio Martini, che fu incaricato di modificare le fortificazioni in base alle mutate tecniche difensive.
   Il castello, che sorge su una fortezza angioina preesistente, di cui si nota il torrione poligonale a sud-est, ha pianta quadrata, rafforzata con torrioni cilindrici angolari. Fino al XIX secolo era circondato da un fossato.

PALAZZO PIRELLI
   Risale al 1585 e presenta un portale maestoso, sormontato da una loggia, con archi a bifora.

MUSEO CIVICO EMANUELE BARBA (vedi anche la sezione musei)
   Il palazzo classicheggiante, che lo ospita, si trova in via De Pace. Il museo espone reperti archeologici messapici e romani: utensili in selce o bronzo, vasi, anfore , sarcofagi, una raccolta numismatica, ceramiche e maioliche sei-settecentesche, armi, costumi nobiliari dei secoli XVII e XIX. Inoltre è stata allestita una sezione di storia naturale che accoglie fossili, scheletri di pesci, animali imbalsamati, coralli e conchiglie.

FRANTOIO OLEARIO
   Si trova sulla stessa strada del museo e presenta torchi e presse del XVIII-XIX secolo.

Ester Portaluri
esterportaluri@otrantovacanze.com

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