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 Guida ai Comuni del Salento: Campi Salentina

Indice dei comuni

Le vicende storiche
   La presenza di alcuni menhir testimonia la che i primi insediamenti, nella zona di Campi Salentina, risalgono all'epoca neolitica.
   Una data più certa sulle origini della città potrebbe essere il 926 d.c. epoca delle invasioni saracene, che distrussero i casali vicini costringendo i profughi a cercare altrove riparo.
  Nell'XI secolo, con i Normanni, Campi entrò a far parte della Contea di Lecce e divenne sede della diocesi, dopo che re Tancredi d'Altavilla fece dono della città al Vescovo di Lecce. Inizia, così, un lungo periodo feudale che si concluderà solo nel XIX secolo, che vide l'avvicendarsi a Campi di diversi signori. Dopo l'epoca Normanna Campi passò sotto al dominio degli Svevi e nel 1220 l'imperatore Federico II vi fece costruire un castello, che scelse come residenza estiva.
   Nel 1522 Campi venne acquistata dai Paladini, un secolo dopo, unica erede, sposerà Giovanni Erriquez, e sotto la sua dinastia la cittadina viene elevata a Marchesato con Regio Decreto del 1627 di Filippo II di Spagna. In questa occasione il castello fu trasformato nell'attuale Palazzo Marchesale. Fu per volontà di Giovanni che nel 1628 venne fondata la casa dei Padri Scolopi e furono istituite le scuole Pie: la prima scuola in Puglia aperta al popolo, destinata a segnare profondamente la storia successiva della città, conferendole notevole prestigio. Estinta la dinastia per mancanza di eredi il feudo si costituisce in Comune e passa sotto la corona dei Borboni, rimanendovi fino all'arrivo di Garibaldi.
   Diverse sono le testimonianze storico-artistiche presenti in città tra cui spiccano il Palazzo Marchesale, la Chiesa Collegiata Santa Maria delle Grazie e la Chiesa di Sant'Oronzo.
   Lo stemma della città raffigura un covone, simbolo di quella fertilità e quell'abbondanza di grano che hanno fatto di Campi "Il granaio di Terra d'Otranto". L'agricoltura infatti è una voce importante dell'economia campiense, con la produzione di vini tipici come il Negro amaro e il Malvasia. Importante anche la produzione di olio di oliva e la trasformazione degli ortaggi, secondo i metodi della tradizione contadina.
   Il tessuto economico di Campi è costituito anche dall'artigianato e dalla piccola industria. Piccole botteghe ancora oggi realizzano manufatti in terracotta, ferro battuto, legno, pietra leccese, ricami e passamanerie. Nel settore della moda diversi laboratori producono capi d'abbigliamento e calzature di qualità. Rilevante è il numero delle officine per la produzione di infissi e serramenti in ferro, plastica ed alluminio.
   Negli ultimi anni, con la presenza di strutture che servono anche i paesi del Nord Salento, si è avuto un importante sviluppo del terziario.
   Tra i tanti eventi che si tengono a Campi è d'obbligo ricordare "La Città del Libro", rassegna dell'editoria che ogni anno si organizza nel mese di Novembre, la Fiera della Madonna della Mercede, appuntamento della terza domenica d'ottobre; i festeggiamenti estivi in onore di Sant'Oronzo e San Pompilio Maria Pirrotti, e l'"Estate Campiense", rassegna di musica, sport, cinema, teatro e danza, che ogni anno si organizza in agosto.

Le chiese
CHIESA COLLEGIATA SANTA MARIA DELLE GRAZIE
   La chiesa, ubicata nella piazza centrale della città, risale al 1579. Realizzata in stile Rinascimentale, ha una pianta a croce latina a tre navate. Dalla prima metà del sec. XVII, il barocco ha sostituito le purissime forme del Cinquecento nella più elaborata e ricca decorazione degli altari, delle cappelle, della cupola e del presbiterio.
  Al 1658 risale il definitivo portale della facciata principale, scolpito da Ambrogio Martinelli di Copertino. L'architrave è sostenuta da quattro colonne, in puro stile barocco, impreziosite da raffinate foglie di vite e grappoli d'uva che conferiscono un artificioso andamento tortile. Al centro dell'architrave poggia la statua della Madonna della Grazie, cui è dedicata la chiesa Matrice e sullo sfondo si staglia il bellissimo rosone centrale. Le due porte laterali risalgono, al 1701.
   La Collegiata custodisce alcune preziose opere d'arte tra cui l'effigie della Vergine col putto di stile bizantineggiante collocata sull'altare della Madonna del Rosario; il pulpito ligneo dorato del 1600 ed altri pregevoli dipinti e arredi sacri.
(Per maggiori informazioni visita il Sito Ufficiale della Parrocchia)

CHIESA DI SAN GIUSEPPE PATRIARCA
   La piccola chiesa, ad una sola navata, si trova nel cuore della città e fu realizzata sul luogo di una precedente chiesetta dedicata a San Biagio, demolita nel 1667. L'edificazione della Cappella di San Biagio avvenne probabilmente nella prima metà del XVII secolo. La nuova costruzione risale invece al 1672. Ai lati della navata si aprono delle nicchie in cui si inscrivono dei piccoli altari. Agli inizi del 1700, il vecchio altare fu ricostruito e sontuosamente decorato in oro zecchino. La tradizione lo attribuisce a Cino da Lecce e alla sua scuola.

CHIESA DI SANT'ORONZO
   La costruzione della Chiesa fu voluta da Monsignor Pappacoda, Vescovo di Lecce, dopo che Campi elesse Sant'Oronzo suo protettore. La costruzione della Cappella si protrasse dal 1662 al 1670. La chiesa è ad una navata con pareti laterali in carparo locale e pietra. La tela d'altare è opera del pittore Carlo Rosa. Intorno al 1737 l'altare fu completamente rifatto e ornato con sculture in pietra leccese. Fino ad alcuni anni addietro la chiesa conservava una statua del santo, in argento del Seicento, di scuola napoletana, che veniva portata in processione in occasione dei festeggiamenti religiosi. La statua venne trafugata e mai più ritrovata.

CHIESA MADONNA DEL BOSCO
  La cappella probabilmente ha origine nella seconda metà del XVI secolo. La chiesa Madonna del Bosco, attualmente adiacente al cimitero, un tempo era isolata e ubicata lungo l'antica strada Lecce-Napoli. L'interno è ad un'unica navata di forma rettangolare, con volta a botte. L'icona dell'altare principale raffigura Maria Santissima delle Grazie ed è dipinta sul muro, in una cornice ovale.

CHIESA MADONNA DELL'ALTO
   La chiesa, ubicata sulla collina di Sant'Elia, dista circa otto chilometri dall'abitato di Campi. Si può presumere, per il luogo dove è situata, nelle vicinanze dell'antica Bagnara, distrutta dai Saraceni nella terribile incursione del 924, che fungesse da luogo di culto dell'antico casale. L'edificio, di probabile origine cristiana, fu ricostruito, tra la fine del XII e la prima metà del XVII secolo, con le attuali tre navate. La facciata della chiesa è impreziosita da un rosone.
   Per raggiungere la chiesa di Santa Maria dell'Alto, al Km 5 della strada provinciale Campi-Cellino, si imbocca, sulla destra, la strada interponderale della antica Masseria Pizzuti.

CHIESA S. MARIA DEGLI ANGELI
   Si trova nel rione La Conza, cuore antico della città. Semplice e modesta, al suo interno ha un unico ambiente con copertura a volta. Risale attorno al 1475 ed è, infatti, considerata una delle più antiche chiese del paese, pietra miliare per la ricostruzione della storia di Campi. Nel 1616 si procedette alla sua ricostruzione. Di particolare interesse è l'altare, ornato da sculture di notevole pregio e dalla tela raffigurante la Madonna seduta in trono insieme al Cristo Re, con ai piedi San Francesco genuflesso in preghiera sui gradini di un altare.

CONVENTO DEI PADRI CAPPUCCINI DI SAN FRANCESCO D'ASSISI
   La chiesa, dedicata a Santa Maria del Carmine, fu fondata tra il XVI e XVII secolo, su commissione dai Marchesi Paladini-Guarino. Sede dei Padri Carmelitani sino alla metà del 1600, nel 1716 la chiesa e il convento furono concessi ai Padri Cappuccini. Soppresso il convento, fu trasformato in carcere mandamentale e successivamente in ospedale. Nel 1906 il convento passò alla Congregazione di Carità, per diventare nel 1919 definitivamente di proprietà dei Padri Cappuccini.
   La chiesa di San Francesco d'Assisi è costituita da una navata principale ed una laterale sinistra. La copertura è del tipo a volta "leccese" con arcate trasversali a tutto sesto. Gli inserti in pietra leccese e le volute laterali contribuiscono ad arricchire il fronte principale della chiesa. Adiacente alla chiesa vi è il Convento dei Padri Cappuccini che si distribuisce su due piani attorno ad un suggestivo chiostro centrale.

SANTUARIO SAN POMPILIO MARIA PIRROTTI
   La chiesa, in origine molto piccola, dedicata allo Spirito Santo, fu commissionata per volontà del Marchese Giovanni Enriquez, che fece venire a Campi Salentina l'ordine dei padri Scolopi affinchè promuovessero la cultura "ai figli del popolo" secondo la regola e la pedagogia di San Giuseppe Calasanzio. La chiesa venne ingrandita intorno al 1675 e, nel 1690, ad opera di Agostino e Antonio Trevisi fu terminato il campanile, l'unico presente in città.
   La facciata della chiesa, in stile neoclassico, fu rifatta nel 1895 e si articola in due ordini, separati da una cornice marcapiano. L'interno, ad una navata con cappelle laterali, si presenta ricco ed articolato con volte a botte decorate con stucchi e dipinti.
   Il santuario conserva le spoglie di San Pompilio Maria Pirrotti, Padre Scolopio, morto il 15 luglio 1766, e canonizzato nel 1934. L'urna del Santo, rifatta nel 1966, e la stanza dove si spense, che conserva molti suoi oggetti personali, sono oggi oggetto di culto e venerazione. Annesso alla chiesa è il convento dei Padri Scolopi, sede delle "Scuole Pie". Il convento ospita la prestigiosa biblioteca che custodisce migliaia di volumi antichi, vanto della città.

I monumenti
CASA PRATO
   Il complesso architettonico, ubicato nel cuore della città, e databile tra il XV-XVI secolo, presenta una tipologia "a corte", molto diffusa nel Salento ed esempio emblematico del persistere di tradizioni greco-latine nell'architettura cinquecentesca. Residenza della famiglia Leccisi fino al 1700, il cui stemma araldico raffigurante un albero di leccio è tuttora visibile sull'arco del portone di ingresso, l'edificio si sviluppa su più livelli: dal piano seminterrato al primo piano.
   Nel corso degli ultimi secoli il complesso è stato utilizzato a vari scopi: luogo d'incontro della Carboneria di Campi, sede di una scuola di medicina e, nell'ultimo conflitto mondiale, sede di un distaccamento militare alleato. Restaurato negli anni '90, attualmente è adibito a Centro Culturale Polifunzionale, l' " Isola della Cultura", ospita l'Archivio Storico del comune di Campi e la Biblioteca Comunale.

LAPIDE MESSAPICA
   Il reperto, una lapide in pietra leccese situata nei pressi del complesso della Madonna dell'Alto, presenta un'epigrafe in alfabeto messapico incisa sulla pietra tombale di Millanoa, sacerdotessa di Afrodite. L'epoca cui si può assegnare il documento è il IV-III secolo a.C., dedotto attraverso lo studio paleografico. La lapide rappresenta un'autorevole testimonianza della presenza dei Messapi nella penisola Salentina, ancor prima che fosse conquistata dai greci e dai romani.

MENHIR "CANDIDO" E SPERTI
   Il Menhir risalente al periodo protostorico si trova sulla vecchia strada comunale Campi Salentina-S. Pietro Vernotico, in località Masseria Candido, a circa 1,5 Km dall'abitato. Il menhir costituito da un blocco di carparo tufaceo è alto 2,15 metri sul livello del suolo, mentre le facce misurano 30 per 40 cm. L'importante reperto storico, unica testimonianza del suo genere nell'intero comprensorio, fu segnalato nel 1952 e da allora è meta continua di studiosi di tutto il mondo.

STRADA MESSAPICO ROMANA
   Importante reperto archeologico individuato negli anni '80, sito lungo la strada provinciale Campi Salentina-Sandonaci, in località Masseria Sirsi Grande. Si tratta di resti dell'antico tracciato del sistema viario, che sin dall'epoca Messapica e Romana univa i più importanti centri abitati della penisola salentina.

   Notizie e informazioni riportate sulla Città di Campi Salentina sono tratte dal Sito Ufficiale del Comune di Campi Salentina: www.comune.campi-salentina.le.it al quale rimandiamo per maggiori approfondimenti.
   Ringraziamo per la disponibilità e la collaborazione la Dott.ssa Rosaria Bianco di "Brand & Co. s.r.l.".

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