| Le
vicende storiche
Alcuni autori sostengono che Alessano fu fondata dai popoli del
fiume Ales presso Reggio, altri dagli abitanti di Alessia in Bretagna.
Il Tasselli invece sostiene che i natali di questa
cittadina sono da attribuire agli “Epiroti naufragati nei
nostri mari mentre vi passavano con la flotta di Pirro diretta alla
difesa dei Tarantini contro i romani, e che dalla loro città
natale Alessia, l’appellarono Alessano”.
Il giurista Toma assegna ad Alessio Comneno il merito
di aver chiamato Alessano, in assonanza con il suo nome, “quell’aggregato
di case e tuguri, ch’ivi esisteva.... L’abbellì
difatti e vi fabbricò una torre la quale esiste e dicesi
Rivellino di Alessio.”
Giacomo Arditi confuta questa teoria sostenendo che
Alessano esisteva molto prima del secolo undicesimo in cui visse
ed imperò Alessio Comneno.
Ricostruire le origini di questa città
è perciò alquanto difficoltoso. Elementi storici attendibili
assicurano che Alessano esisteva e godeva di una certa notorietà
ai tempi dei Normanni e che durante la dominazione degli Angioni
era il capoluogo della contea che comprendeva i centri abitati di
Arigliano, Caprarica, Giuliano, Matino, Miggiano, Montesardo, Patù,
Presicce, Ruggiano, San Dana, Specchia.
Nel 1286 Rodolfo D’Alneto ebbe in dono da
Carlo II d’Angiò la contea di Alessano e sua nipote
la contessa Caterina la portò in dote a Francesco di Diego
Della Ratta che sposò nel 1336. Dai Della Ratta la contea
passò nelle mani dei Del Balzo poi ai De Capua ed infine
ai Gonzaga, sotto il cui dominio Alessano raggiunse il massimo splendore.
Aumentarono notevolmente gli abitanti e le attività produttive
agricole, artigianali e commerciali. Anche le arti più nobili
come lettere, filosofia e scienze ebbero il loro periodo più
glorioso.
Ettore Brayda, marchese di Lavello, acquistò
da Ferrante II di Gonzaga il contado e nel 1610 lo divise. Alessano
insieme a Castrignano, Giuliano, Arigliano e Patù fu venduto
a Fabrizio Guarino, barone di Acquarica, per la somma di 26.500
ducati. Emilio Guarino figlio di Fabrizio sposò nel 1616
Maria Paladini dalla quale ebbe tre figlie. La primogenita Laura,
prima duchessa di Alessano, sposò nel 1643 Filiberto Ayerbo
d’Aragona principe di Cassano.
Dopo 194 anni di possesso degli Ayerbo, Giuseppe
Maria ultimo duca di Alessano e principe di Cassano, non avendo
avuto figli, lasciò erede universale la moglie Maria Riario
Sforza e alla morte di costei nel 1853 successe la nipote Luisa
Riario Sforza che nel 1854 sposò il Duca della Castellina
Antonio Zunica morto nel 1902. Tre anni dopo, venuta a mancare anche
la moglie, il castello e le proprietà furono vendute.
Le
chiese e i monumenti
Gli
edifici religiosi di maggior interesse sono: la Chiesa Matrice,
gia' Cattedrale, riedificata nel XVIII secolo su un precedente edificio
medievale, con l'incompleta facciata ottocentesca e all'interno,
sull'altare della navata sinistra, un notevole dipinto di scuola
caravaggesca, raffigurante Tobiolo e l'Angelo; appena fuori dal
nucleo antico, l'antica Chiesa di Sant'Antonio,
con all'interno fastosi altari barocchi,e la Chiesa dei
Cappuccini, del 1628, con all'interno un monumentale altare
in legno intarsiato e intagliato, del XVIII secolo, e la pala raffigurante
il perdono di Assisi, probabilmente di Frate Angelo da Copertino.
Interesse possono destare nel visitatore anche le ville
che si affacciano lungo la via Scipione Sangiovanni, costruite da
notabili del paese tra la fine dello scorso e l'inizio di questo
secolo, secondo uno stile forse pretenzioso ma indubbiamente pittoresco.
Il
territorio
Nel
territorio del Comune di Alessano ricadono i centri di Montesardo,
Macurano e Novaglie.
MONTESARDO
Con i suoi 180 m. di altitudine, puo'
essere considerato la "cima" del Salento.
Montesardo esisteva sicuramente sotto
la dominazione romana perchè era segnato sulle carte del
II secolo d.C. e si trovava lungo la via Trajana insieme con quello
di poche altre localita' (Otranto, Leuca, Vereto, Ugento). Il suo
nome potrebbe derivare dal latino Mons Arduus, e corrisponderebbe
all’antico centro abitato che i greci chiamavano “Trakeion
vros”.
Lo stesso Tasselli è dell’opinione
che furono le popolazioni greche a fondare questo piccolo centro
del Salento e i recenti ritrovamenti, che stanno suscitando interesse
e curiosità presso gli studiosi, confermano questa ipotesi.
Montesardo fu un importante centro che dovette
resistere agli attacchi “dei Goti in guerra coi Greci, dei
Greci contro i Saraceni, dei Normanni contro gli uni e contro gli
altri, nel 1429 soffrì la peste; nel 1460 gli attacchi dei
Tarantini”.
Nel periodo feudale Montesardo doveva apparire una fortezza inespugnabile:
la sua difesa era assicurata dai bastioni del castello e da una
solida cerchia di mura, intervallate da torri (abbattute nel 1867).
Il castello venne costruito fra il XV e il XVI secolo. La sua posizione
sulla sommita' della collina e la sua mole possente ne fanno un
esempio molto interessante di quell'architettura militare che nel
Salento raggiunse livelli straordinari.
MACURANO
I resti dell'antico villaggio si trovano a circa
due chilometri a sud-est di Alessano, lungo la via Appia-Traiana.
Si tratta di due insediamenti distinti, composti da grotte scavate
nelbancone tufaceo che costitusce l'ultima frangia della collina
di Montesardo.
Li divide una strada, una delle antiche carrarecce,
che reca i segni profondi del passaggio dei carri.
Il primo, quello meglio conservato, è stato
certamente una delle numerose dimore di monaci greci nel Capo di
Leuca dove abbondavano cripte e laure, la più grande delle
quali è comunicante con altre di minori dimensioni e sovrastata
da un'altra che presenta diverse nicchie.
La quasi totalità di questi insediamenti era
caratterizzata dalla presenza di terreni fertili ed acqua e "vi
sorgevano centri di mercato, che nei primi tempi servivano a cambio
merci, ma in seguito divennero fiere vere e proprie con la vendita
di animali, di alimentari e di altro".
Sulle pareti di entrambe restano incisi numerosi
segni di croce. I resti di macine e le pile all'interno, ricordano
la funzione di "trappeto". Recentemente è stato
restaurato da parte del Comune.
NOVAGLIE
E' un piccolo centro abitato che si anima soprattutto
in estate.
Anticamente era lo scalo marittimo di Alessano.
Della vecchia torre di vedetta rimane solo un ammasso informe di
pietre, sulla punta meridionale della piccola insenatura. Sul Canale
del Rio, che limita a nord la località, Torre Novaglie, ancora
riconoscibile, occupa la sommità di un impressionante dirupo.
A poche decine di metri da Punta Rossa, che chiude l'insenatura
a nord, c'è la stupenda Grotta Azzurra dove l'intensità
del blu e la trasparenza dell'acqua ricordano più rinomate
grotte omonime. Sulla costa poco a sud di Novaglie, accessibili
solo dal mare, si aprono la "Grotta Cipolliane" e "Grotta
delle Prazziche".
Le grotte, ormai visitate con curiosità
ed ammirazione dai turisti, rivestono un notevole interesse storico
conservando tracce di testimonianze storiche risalenti al neolitico.
Gli appassionati della natura possono trovare,
sulle aride rocce, motivi di interesse faunistico per l'interessante
endemica vegetazione spontanea.
Notizie
e informazioni riportate sul Comune di Alessano sono tratte da:
“Agenda Turistica: Alessano 2000” e
dal Portale Ufficiale del Comune di Alessano: www.comune.alessano.lecce.it
al quale rimandiamo per maggiori approfondimenti.
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